Guerra in Iran, quali sono gli obbiettivi sensibili in Italia

Sono oltre 28mila gli obiettivi sensibili vigilati in Italia. Per molti di essi, in particolare quelli riconducibili ai Paesi coinvolti nel conflitto, è stato disposto il rafforzamento immediato dei dispositivi di vigilanza.

A stabilirlo è stato nei giorni scorsi il Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica, con i vertici delle forze di polizia e dell’intelligence, presieduto dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi al Viminale.

Al centro dell’incontro, l’aggiornamento delle misure di sicurezza sul territorio nazionale, con un’attenzione particolare alle attività di prevenzione e controllo alla luce dell’attuale quadro internazionale. Innalzato anche il dispositivo di sicurezza su tutto il territorio in vista delle manifestazioni e degli eventi più significativi in programma nelle prossime settimane per garantirne lo svolgimento in condizioni di massima sicurezza. Decisa, inoltre, un’implementazione delle riunioni del CASA, il comitato strategico antiterrorismo.

Un ebreo
Guerra in Iran, quali sono gli obbiettivi sensibili in Italia (foto Ansa) – Blitz Quotidiano

Ambasciate, consolati, infrastrutture, moschee…

Nel concreto è stato deciso di implementare i controlli nei confronti di ambasciate, consolati, luoghi di culto e di aggregazione. Sotto controllo anche le infrastrutture critiche, gli hub energetici, i nodi del trasporto e le manifestazioni.

Co sono poi le ambasciate, le residenze di funzionari di alto rango di Stati Uniti, Israele e Iran. Le sedi di organismi internazionali e gli uffici di rappresentanza commerciale, gli impianti di rigassificazione, le raffinerie, i depositi di carburante e le centrali elettriche.

Sinagoghe, scuole ebraiche ed anche centri culturali. Stessa cosa per le moschee e i centri di preghiera islamici.

Il dispositivo di sicurezza è stato innalzato anche presso le stazioni ferroviarie e le metropolitane, così come negli aeroporti internazionali. Rafforzata l’attività di intelligence per cercare di intercettare movimenti sospetti sul web principalmente tramite, come accaduto in passato, i social. Si cerca di bloccare anche le eventuali minacce dei cosiddetti “lupi solitari”.

 

 

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