Milano, 10 apr. (askanews) – Oltre 4 ore negli uffici di Mediaset, nessuna decisione ufficialmente presa. Ma la sensazione che – lasciato trascorrere il tempo necessario anche per salvaguardare la ‘forma’ – i nodi del confronto interno a Forza Italia vadano verso una soluzione. A Cologno Monzese la discussione sul futuro di Forza Italia occupa tutto il pomeriggio: si inizia intorno poco dopo le 13, al tavolo i fratelli Marina e Pier Silvio Berlusconi, con l’amministratore delegato di Mondadori Danilo Pellegrino, il segretario degli azzurri Antonio Tajani e il “mediatore” Gianni Letta. Al termine, ormai le 17,30, le note ufficiali sono stringate: la famiglia del fondatore fa sapere che l’incontro è stato “molto positivo”, gli azzurri diffondono una nota innanzittutto per sottolineare la “rinnovata fiducia” nel segretario Tajani, e poi per assicurare che nell’incontro, “in amicizia e cordialità”, è emersa “una visione unitaria e condivisa per il rilancio del movimento nello spirito e con i valori del fondatore Silvio Berlusconi”.
Intanto i congressi. L’accordo raggiunto sarebbe quello di celebrare i congressi locali solo dove il partito è unito, rinviando gli appuntamenti nelle Regioni più travagliate: Campania, Sardegna, Sicilia, Puglia e Lombardia. Ma l’obiettivo finale sarebbe far saltare le assise nazionali, in programma per la prossima primavera, in modo da rinviare il voto sul segretario a dopo le politiche. A gestire la partita congressuale dovrebbe essere il vice segretario Cirio, che verrebbe delegato su proposta di Tajani e che dovrebbe incontrare Marina Berlusconi all’inizio della prossima settimana.
Per il capogruppo alla fine sembra che la scelta sia caduta su Enrico Costa, nonostante il “peccato originale” costituito dall’esser stato eletto nelle liste di Azione. Ma piace alla famiglia Berlusconi e non è un ‘fedelissimo’ di Tajani. Il destino di Barelli invece non sarebbe stato ancora deciso: per l’approdo al governo resta lo scoglio della presidenza della Federazione Italiana Nuoto e dunque è ancora possibile l’approdo di Casasco al governo per essere rimpiazzato dallo stesso Barelli alla presidenza della commissione sull’anagrafe tributaria.
Ma tutto questo, dicono dal partito, richiederà ancora qualche giorno per l’ufficializzazione: “Le decisioni non possono essere prese a Cologno Monzese o in qualsiasi altro luogo che non siano gli organi preposti dal partito. Si raccolgono riflessioni e opinioni, poi le decisioni si maturano in altra sede”.
