Il Governo prende le distanze su Ice. E prova a chiudere il ‘caso’ Milano-Cortina

 

Roma, 26 gen. (askanews) – Prendere le distanze da certi metodi, anzi da certi “abusi” perché “tra arrestare una persona armata e ucciderla c’è una bella differenza”, come dice il ministro degli Esteri, Antonio Tajani. Evitando però di aprire pubblicamente un fronte sul concetto di sicurezza by Donald Trump. Palazzo Chigi, dopo giorni di polemiche, prova a chiudere il caso sulla possibile presenza in Italia per i giochi di Milano-Cortina dei famigerati agenti dell’Immigration and costums enforcement, responsabili tra l’altro dell’uccisione di due attivisti a Minneapolis. “Un caso mai esistito”, è la linea che viene stabilita. Non a caso il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, parla di “polemica sul nulla” e assicura che “di sicuro Ice sul territorio nazionale italiano non opererà”.

Smentite già arrivate nei giorni scorsi quando erano cominciate a circolare notizie di stampa, corredate però anche da dichiarazioni che sembravano sminuire la questione, come quella dello stesso responsabile del Viminale secondo cui, nel caso, non si intravedeva un problema. A rinfocolare la polemica oggi, però, sono state anche le parole del presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, secondo cui agenti dell’Ice avrebbero potuto essere in Italia ma “soltanto per controllare il vicepresidente J.D. Vance e il segretario di Stato Marco Rubio” dunque “in misura difensiva”. Dichiarazioni che hanno poi costretto il Pirellone a una correzione in corsa: il Governatore – la precisazione – non ha confermato la presenza ma solo fatto un commento “in via ipotetica”.

Insomma, il tentativo è quello di porre la questione su due piani diversi: da una parte negare, e ci mancherebbe, che in Italia l’Ice possa venire a fare qualcosa di simile a quello che fa negli Stati Uniti (“L’ordine e la sicurezza pubblica sul territorio italiano lo garantisce lo Stato Italiano”, dice Piantedosi), dall’altra contemplare che qualche agente si occupi dell’incolumità di personalità dell’amministrazione americana. “Semmai dovesse essere, ma parliamo veramente di una ipotesi, che singole unità di personale” dovessero arrivare in Italia “espleteranno misure di protezione ravvicinata” ma “nessuno finora ha comunicato niente e non è dato di presumere che questo accada”, ha detto sempre il responsabile del Viminale.

Da qui, la linea del “polemica sul nulla” che palazzo Chigi detta per evitare che la narrazione sfugga di mano, soprattutto in una fase in cui il tema della sicurezza nelle nostre città è diventato così centrale per Giorgia Meloni, che ne ha fatto una priorità per il 2026. “Ritengo che l’Ice manifesti un approccio molto duro e censurabile, per niente in linea con quello che viene adottato dalle nostre forze dell’ordine”, ha detto il ministro Tommaso Foti in un’intervista al Quotidiano nazionale. Il tutto cercando però di non aggiungere un nuovo distinguo rispetto a Donald Trump dopo quelli a cui la presidente del Consiglio è stata costretta nelle ultime settimane: dalla Groenaldia ai dazi fino al ruolo dei militari italiani in Afghanistan.

Non abbastanza per l’opposizione che, dal Pd al M5s, da Calenda ad Avs, per tutto il giorno ha chiesto all’esecutivo di chiarire. “Arrivati a questo punto il Governo non può non sapere”, se Trump mandasse agenti dell’Ice in Italia “si tratterebbe di una vera e propria provocazione al nostro Paese”, dice il dem Matteo Mauri.

 

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