Milano, 14 feb. (askanews) – Mentre il Paese si avvicina al referendum sulla riforma costituzionale della giustizia, il 3 marzo arriva in libreria Il ritorno della casta (Bompiani), il nuovo libro di Sigfrido Ranucci, giornalista d’inchiesta e volto storico di Report, che racconta come si è arrivati a uno dei passaggi più delicati per l’assetto democratico del Paese.
Il volume – di cui oggi l’editore anticipa la copertina – ricostruisce un filo nero che attraversa cinquant’anni di storia italiana e lega i santuari della Propaganda Due alle dinamiche del potere contemporaneo. È, secondo l’autore, il filo della restaurazione: un progetto che dagli albori della Repubblica dopo l’esperienza di tangentopoli, ha eroso negli anni l’autonomia della magistratura, ridimensionandola fino a trovare nell’attuale proposta di riforma il suo approdo più compiuto. Nel libro, Ranucci ripercorre le principali tappe normative che hanno segnato il rapporto tra politica e giustizia: dalla riforma Castelli del 2005, varata durante il secondo governo Silvio Berlusconi, ma incompleta perché una parte fu rinviata alle Camere dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi per profili di incostituzionalità, alla riforma promossa da Clemente Mastella, fino alla riforma Marta Cartabia con l’introduzione dell’improcedibilità e nuove disposizioni in materia di comunicazione giudiziaria. Un percorso che, nell’analisi dell’autore, avrebbe inciso in modo significativo sulla capacità investigativa e sull’equilibrio tra i poteri dello Stato.
Il saggio individua nell’ultima proposta di riforma l’esito di una strategia di progressiva “omeopatizzazione” dell’azione giudiziaria, che richiama secondo Ranucci i piani elaborati negli anni della Licio Gelli. Come suggerisce il sottotitolo Giustizia: l’ultimo assalto, l’autore descrive l’attuale riforma come un passaggio chiave, nel lungo processo di progressivo indebolimento dell’indipendenza della magistratura, con ricadute dirette sui diritti dei cittadini, soprattutto quelli più fragili.
Attraverso un’analisi documentata, l’autore mette in discussione la promessa di una giustizia più rapida ed efficiente, evidenziando i possibili effetti in termini di costi, rischio di paralisi procedurale e differenziazione nell’accesso alla tutela giudiziaria. L’uscita di Il ritorno della casta si inserisce così nel pieno della discussione pubblica che precede il referendum, offrendo elementi di ricostruzione storica e di analisi utili al confronto politico e istituzionale.
