Il Senato approva la legge Ue: il lupo in Italia passa da specie “rigorosamente protetta” a “protetta”

Dopo la Camera, anche il Senato ha approvato la legge di delegazione europea, il provvedimento che recepisce tutte le direttive e i regolamenti Ue da armonizzare con l’ordinamento italiano. Tra questi c’è anche il declassamento dello status di protezione del lupo. I voti favorevoli sono stati 78, quelli contrari 2 e le astensioni 57.

Il voto complessivo non evidenzia la contrarietà espressa dalle opposizioni, che con quattro emendamenti soppressivi avevano cercato di escludere dall’approvazione l’articolo 7, relativo al declassamento. Tuttavia, la maggioranza ha respinto tutti gli emendamenti, mantenendo compatta la linea del governo.

Dal “rigorosamente protetto” al nuovo status

Con la legge approvata, il canis lupus passa da specie “rigorosamente protetta” a “protetta”. Si tratta di un piccolo cambio lessicale, ma con effetti concreti: il lupo passa dall’allegato II all’allegato III della Convenzione di Berna. La conseguenza principale sarà “una gestione più flessibile delle popolazioni di lupi nel loro territorio, che potrebbe includere anche prelievi e interventi di contenimento controllato, sempre nel rispetto dello stato di conservazione soddisfacente della specie”.

Regioni e Province autonome potranno quindi autorizzare abbattimenti motivati da rischi per persone o animali da allevamento.

Tempistiche e adempimenti legislativi

Il termine per il recepimento della direttiva Ue era fissato al 15 gennaio 2027, ma il governo ha agito rapidamente: il via libera a Bruxelles era arrivato nel giugno 2025. Ora il provvedimento non è ancora operativo: il governo dovrà aggiornare due leggi fondamentali, il DPR 357/1997 e la legge 157/1992, tramite un decreto legislativo che entrerà in vigore subito dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Limiti, risorse e controversie

La delega precisa che va rispettato lo “stato di conservazione soddisfacente della specie”, con un massimo di circa 160 abbattimenti secondo Ispra, senza oneri aggiuntivi per la finanza pubblica. Molte Regioni e associazioni agricole contestano questo numero, ritenendolo insufficiente. Dall’altro lato, le associazioni animaliste chiedono di considerare anche le perdite da bracconaggio e incidenti stradali, e di supportare gli allevatori con reti elettrificate e cani da guardiania, come i pastori maremmani abruzzesi, per ridurre le predazioni.

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