Italia e Germania provano a guidare scatto Ue, Macron insiste su buy european

Bruxelles, 11 feb. (askanews) – Completamento del mercato unico, semplificazione e riduzione deli oneri burocratici, una politica commerciale “ambiziosa e pragmatica”. Nessun accenno a piani di investimento europei da finanziare col debito comune, né a misure “protezionistiche” a sostegno dell’industria europea. Il “non paper” elaborato da Italia, Germania e Belgio alla vigilia del consiglio informale di Alden Biesen conferma la strategia che Giorgia Meloni sta portando avanti insieme al cancelliere Merz. Con un passaggio in più: un controllo dei singoli governi sulle proposte della Commissione, con “un meccanismo di freno di emergenza” che consenta di “bloccare gli oneri eccessivi che emergono durante il processo legislativo, ad esempio con l’attivazione su richiesta di uno Stato membro”.

Dunque, se da un lato la presidente del Consiglio spinge per accelerare sulle misure che possano ridare fiato all’industria europea, anche ipotizzando di procedere con la cooperazione rafforzata come del resto fa oggi anche Ursula von der Leyen, dall’altro lato si cautela verso quelli che ad esempio il capo delegazione di FdI al Parlamento europeo, Carlo Fidanza, definisce “gli eccessi ideologici della sinistra che hanno indebolito l’Europa e le sue imprese”.

Il documento verrà discusso domani nel pre vertice convocato con i “paesi affini”, prima del consiglio informale: una quindicina i leader attesi, dovrebbe esserci anche Macron. Col quale le distanze sono marcate: “Se vogliamo investire a sufficienza in difesa e sicurezza spaziale, tecnologie pulite, intelligenza artificiale e informatica quantistica, e trasformare la nostra produttività e competitività, l’unica soluzione è emettere debito comune”, ha ribadito ancora oggi il presidente francese. Che insiste anche per una clausola “buy european” a tutela delle produzioni europee, malvista da Paesi esportatori come Italia e Germania, che non vogliono inasprire i rapporti commerciali con altri mercati.

Discorso diverso per gli eurobond: netta l’opposizione dei tedeschi, forti della loro capacità di bilancio, l’Italia potrebbe invece beneficiare di investimenti comuni considerando la scarsità di risorse disponibili nel bilancio statale. Ecco allora che le opposizioni affondano il colpo nella contraddizione dell’asse italo-tedesco: “Il governo italiano e tedesco stanno facendo asse, ma in una direzione che non serve: gli eurobond sono necessari per il rilancio europeo, ma su questo il governo Meloni ha un atteggiamento di resa”, attacca Elly Schlein, parlando ad una iniziativa dei socialisti europei.

Ma a sostegno dell’ipotesi debito comune, seppure a certe condizioni e sotto stretto controllo delle autorità europee, e limitato a determinati settori strategici, in giornata è arrivata anche una vera e propria sorpresa, con l’intervista a Politico del presidente della Bundsbank Joachim Nagel. “Rendere l’Europa attrattiva significa anche attrarre gli investitori dall’esterno”, e questo sarebbe sostenuto da “un mercato europeo più liquido per quanto riguarda agli asset sicuri europei”, afferma il presidente della banca centrale tedesca nell’intervista.

Nagel sottolinea “i vantaggi della creazione di un asset di riferimento sicuro comune europeo, altamente liquido e valido per l’intera area dell’euro”, e afferma: “È necessario agire”. D’altra parte, fonti diplomatiche francesi hanno ricordato, oggi a Bruxelles, quanto il mercato dei capitali abbia apprezzato le precedenti emissioni di debito comune da parte dell’Ue per finanziare il Fondo per la ripresa e la resilienza dopo il Covid (il “NextGenerationEU”), e il fatto che queste rappresentino già l’inizio di un “safe asset” europeo, che fino a pochi anni fa mancava del tutto per sostenere il ruolo internazionale dell’euro.

La posizione di Nagel a favore delle emissioni di debito comune spiazza fortemente il governo tedesco, che si era subito detto contrario a quest’ipotesi, sostenendo che il problema vero a cui bisogna dedicarsi è il rafforzamento della competitività europea, soprattutto attraverso la “semplificazione normativa”, ovvero la deregolamentazione fortemente chiesta dall’industria, in particolare con la marcia indietro sul Green Deal. Si capirà domani se l’Italia proverà a sfruttare l’assist della Bundesbank, cambiando l’atteggiamento prudente assunto in questo caso per non rischiare di indebolire con un punto di disaccordo il “nuovo asse italo-tedesco”.

[Documento italo-tedesco su semplificazione, distanze con Parigi anche su eurobond. Sorpresa per Bundesbank|PN_20260211_00141|in02|https://askanews.it/wp-content/uploads/2026/02/20260211_203213_91FA521B.jpg|11/02/2026 20:32:22|Italia e Germania provano a guidare scatto Ue, Macron insiste su buy european|Ue|Politica]