Negli ultimi giorni James Cameron è tornato a far parlare di sé, e questa volta non per gli effetti speciali dei suoi colossal, ma per un attacco frontale contro Netflix. Secondo quanto riportato da Screenrant il regista di Titanic, Aliens e Avatar ha messo nel mirino la strategia del colosso dello streaming atta ad ottenere nomination agli Oscar, accusando la piattaforma di svalutare il significato stesso del premio. Le sue parole, dure e dirette, hanno rapidamente incendiato i social, dividendo pubblico e addetti ai lavori. Il tutto arriva mentre Cameron si prepara al debutto di Avatar: Fuoco e Cenere e mentre Netflix continua a investire sui film d’autore in chiave “Oscar contender”. Una polemica che riporta al centro una domanda cruciale: cosa significa oggi “film da cinema”?
Cameron ha affrontato il tema durante il podcast The Town con Matthew Belloni, soffermandosi sulla crescente presenza di Netflix nelle categorie principali dell’Academy, con titoli che negli ultimi anni hanno sfiorato o ottenuto nomination come All Quiet on the Western Front, Roma, Marriage Story, The Power of the Dog o Maestro. Secondo il regista, il problema non è la qualità dei film, ma il modo in cui vengono portati al cinema: uscite limitate di una settimana o poco più, progettate unicamente per soddisfare i requisiti tecnici dell’Academy. Cameron definisce questa pratica “fondamentalmente marcia” e sostiene che il senso degli Oscar si perda se non rimane ancorato alla dimensione della sala.

“Gli Oscar non significano nulla se non significano cinema”, ha affermato. Secondo lui, un film dovrebbe essere eleggibile solo se distribuito in almeno 2.000 sale per un mese, un parametro che Netflix raramente rispetta. Pur riconoscendo che alcuni titoli della piattaforma – come il nuovo Frankenstein di Guillermo del Toro – meriterebbero una vera uscita cinematografica, Cameron denuncia il rischio che l’esperienza in sala venga progressivamente erosa da dinamiche di mercato che privilegiano la visione domestica.
Le sue critiche, però, non si fermano qui. In un altro passaggio dell’intervista, Cameron si scaglia contro l’ipotesi che Netflix possa competere per l’acquisto di Warner Bros., definendo questa prospettiva un “disastro”. Ricorda che Ted Sarandos ha più volte dichiarato la morte del cinema tradizionale e ironizza sulle promesse della piattaforma di ampliare la presenza nelle sale: “È un’esca per allocchi”. Secondo Cameron, Netflix parla di rafforzare le uscite cinematografiche, ma poi applica la solita strategia del breve rilascio nelle sale, per poi puntare tutto sulla visione nel contesto domestico.

Il regista, che ha sempre costruito la sua carriera attorno all’idea di cinema come esperienza sensoriale immersiva, insiste sul fatto che i film debbano nascere per essere visti sul grande schermo. Nelle sue parole si riflette anche la preoccupazione diffusa per lo stato delle sale, già messe a dura prova dopo la pandemia. Paradossalmente, molti sostengono che alcune produzioni Netflix avrebbero solo beneficiato di un passaggio più ampio al cinema, come House of Dynamite con Rebecca Ferguson o il nuovo Knives Out Wake Up Dead Man, su cui lo stesso Daniel Craig ha espresso dissenso per la distribuzione limitata.
Nonostante la controversia, Netflix si muove in direzione opposta, puntando a rafforzare il proprio status nell’industria. Oltre ai nuovi possibili contender agli Oscar del 2026, la piattaforma dovrà gestire le richieste di autori sempre più influenti: Greta Gerwig ha ottenuto una delle più grandi uscite cinematografiche mai concesse a un film Netflix per il suo Le Cronache di Narnia, in arrivo nel 2026, mentre i Duffer Brothers porteranno il finale di Stranger Things nei cinema per Capodanno.
Cameron, come spesso accade, rimane una voce fuori dal coro ma profondamente radicata nella tradizione del grande schermo. Le sue parole hanno aperto un dibattito che va oltre Netflix e riguarda la natura stessa del cinema in un’epoca in cui la linea fra film “da sala” e film “da streaming” è sempre più labile. La discussione è lontana dall’essere conclusa, e probabilmente continuerà a infiammare Hollywood ancora a lungo. In attesa di scoprire come andrà a finire, se non lo avete ancora fatto, leggete la nostra recensione di Avatar: La Via Dell’Acqua.
L’articolo James Cameron si scaglia contro Netflix: “Non dovrebbero andare agli Oscar” e scoppia la polemica sui social proviene da ScreenWorld.it.
