Due avvistamenti di foca monaca in pochi giorni, uno nell’Area Marina Protetta di Punta Campanella a Massa Lubrense, l’altro a Capri. Una fugace apparizione anche nel 2023. Non si vedeva in zona da 100 anni. Predisposte analisi di Dna ambientale
Due avvistamenti inaspettati in pochi giorni. Il primo il 25 aprile, giorno della Liberazione, davanti alla costa di Punta della Campanella a Massa Lubrense, in piena Area Marina Protetta. L’altro il 1° Maggio, Festa dei Lavoratori, a Capri, sempre sotto costa. Anche due anni fa c’era stata una fugace apparizione, in alto mare. La Foca monaca (Monachus monachus) è tornata nel Golfo di Napoli. Questa volta sembrano esserci pochi dubbi. Un escursionista dall’alto e una turista in kayak hanno avuto la fortuna e il privilegio di immortalare i due insoliti incontri in brevi video. I filmati sono stati subito verificati dagli esperti dell’Area Marina Protetta Punta Campanella e di Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale.). L’esemplare di Capri, ben visibile nel video e che potrebbe essere lo stesso immortalato a Punta Campanella a poche miglia di distanza, sembra essere molto giovane, circa un anno di età.
“La cosa su cui concentrarsi ora è monitorare l’area più ampia e rendere fattibile la permanenza di questi animali il più possibile, evitando di infastidirli quando frequentano gli ambienti costieri di cui hanno bisogno in particolari periodi dell’anno – fanno sapere i ricercatori Ispra – Monitorare animali così schivi e diffidenti non è facile e c’è bisogno della massima collaborazione di tutte le categorie di cittadini e in particolar modo di chi frequenta il mare”. Fondamentale anche capire quali siano i siti che potrebbe frequentare maggiormente tra la penisola sorrentina e Capri, in modo da mettere in atto azioni di conservazione e tutela. “Un’eccessiva presenza umana nei luoghi dove riposa o dove si riproduce e cura i piccoli lungo la costa, spinge gli animali ad abbandonare i siti a loro più idonei” spiegano i ricercatori.
L’Amp Punta Campanella ha seguito la vicenda fin dall’inizio in stretto contatto con Ispra. Proprio nel giorno del primo avvistamento si stava svolgendo un Bio Blitz nella Baia di Ieranto, per monitorare la biodiversità marina nell’ambito del progetto europeo Life SeaNet, coordinato da Legambiente. Ora l’ente Parco, che tutela un tratto di mare e di costa tra la penisola sorrentina e la costiera amalfitana, sta procedendo al prelievo di campioni di acqua di mare e di organismi filtratori, come le spugne, nelle due zone degli avvistamenti. Da analisi specifiche è possibile infatti verificare la presenza di Dna di foca nei campioni raccolti.
“Ci siamo attivati fin da subito, dopo la prima segnalazione, contattando i ricercatori Ispra vista la grande rilevanza naturalistica dell’evento – il commento di Carmela Guidone, Direttrice Amp Punta Campanella – Stiamo seguendo anche il secondo avvistamento, a Capri. La zona rientra nel sito Natura2000 Fondali Marini di Punta Campanella e Capri che è stato affidato per la gestione all’Area Marina Protetta. Abbiamo già predisposto in sinergia con Ispra analisi di Dna ambientale. Monitoreremo la situazione e stiamo invitando tutti a prestare la massima attenzione e, in caso di avvistamento, ad evitare qualsiasi tipo di disturbo, rumore e interferenza con l’animale, restando ad almeno 50 metri di distanza e allertando l’Amp, l’Ispra e la Capitaneria di Porto”.
La speranza di ricercatori, enti di tutela e ambientalisti è che le segnalazioni e le sporadiche apparizioni della Foca monaca negli ultimi anni siano un segnale dell’effettivo ritorno di questa specie nei mari italiani e, in questo caso, nei Golfi di Napoli e Salerno.
La Foca monaca mediterranea, infatti, fino a 80-100 anni fa viveva in penisola sorrentina e a Capri, siti ricchi di coste con anfratti, grotte, insenature, habitat ideali per il mammifero. L’ultima Foca monaca a Capri fu vista nel 1912, mentre in penisola sorrentina fino al periodo della Seconda guerra mondiale. “Testimonianze di vecchi pescatori raccontano della sua presenza nel secolo scorso a Puolo, a Ieranto e lungo la costa” spiega Lucio Cacace, Presidente Amp Punta Campanella.
Poi, come nel resto d’Italia e nel Mediterraneo, la Foca monaca è gradualmente scomparsa. Tanto da essere considerata uno dei mammiferi a maggior rischio di estinzione al mondo. Si stima una popolazione di meno di mille esemplari in natura. Sterminata, cacciata per il grasso e la pelliccia, pescata accidentalmente, è arrivata a un passo dall’estinzione, fino a scomparire del tutto dalle coste campane e italiane. Nei primi anni 2000 però alcune apparizioni sporadiche in alcune regioni italiane, Toscana, Sicilia, Puglia, Sardegna. Piccoli segnali di presenza della specie nel nostro paese. Due anni fa una prima segnalazione in Campania, una Foca monaca al largo di Capri, documentata da un video girato da alcuni turisti in barca. Ora i due avvistamenti a pochi metri dalla costa di questo che sembra essere un esemplare molto giovane. La speranza di tutti è che sia un ulteriore e significativo passo verso il ritorno della specie nei nostri mari.
