Lavoro, avvocato rivela quando le minacce di licenziamento del datore sono illegali: a cosa fare attenzione

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Lavoro, avvocato rivela quando le minacce di licenziamento del datore sono illegali: a cosa fare attenzione

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Ecco quando le minacce di licenziamento del datore di lavoro sono illegali: la spiegazione del noto avvocato.

Le minacce sul luogo di lavoro costituiscono una grave lesione dei diritti fondamentali del lavoratore, incidendo sulla sua integrità psicofisica e sulla libertà di autodeterminazione. Tali comportamenti, se accertati, possono dar luogo a conseguenze penali e civili rilevanti, sia per l’autore delle minacce che per il datore di lavoro eventualmente inerte. Le minacce si manifestano in diverse forme. Le minacce verbali, spesso le più diffuse, comprendono insulti, intimidazioni o frasi che alludono a future ritorsioni. Le minacce fisiche, invece, possono consistere in gesti, sguardi o comportamenti che generano timore per l’incolumità personale, anche se non accompagnate da contatto fisico. In determinati casi, tali condotte assumono il carattere di minacce aggravate, come previsto dall’articolo 339 del Codice Penale, e comportano pene più severe, fino a un anno di reclusione.

Ai sensi dell’articolo 612 del Codice Penale, la minaccia semplice è punita con una multa fino a 1.032 euro. Tuttavia, qualora la minaccia sia ritenuta grave o aggravata, la sanzione può essere ben più severa, arrivando alla detenzione. Di norma, si procede su querela di parte, ma in caso di aggravanti, il procedimento diventa d’ufficio. Il lavoratore ha diritto a tutelarsi. Può rivolgersi alle forze dell’ordine, presentare querela e ottenere supporto legale per valutare eventuali azioni penali o richieste di risarcimento. Le aziende, da parte loro, hanno l’obbligo giuridico di garantire un ambiente sicuro e dignitoso. Devono intervenire con tempestività per prevenire e reprimere tali condotte, fornendo eventualmente anche supporto psicologico e strumenti di tutela interna.

Lavoro: ecco quando le minacce di licenziamento del datore sono illegali

In questo articolo, parliamo di una tipologia precisa di minacce: le minacce di licenziamento. In alcuni casi, infatti, le minacce di licenziamento del datore di lavoro sono considerate illegali e, dunque, possono essere perseguite penalmente. Ma in quali casi? A rivelarlo, è stato l’avvocato Giuseppe Di Palo. In particolare, l’esperto ha spiegato che tutte le minacce di un male ingiusto sono punite dalla legge, e a maggior ragione quelle di azioni di disciplinari o licenziamento: è necessario, però, che non ci siano giustificazioni e ragioni per queste minacce. È questo l’elemento che rende illegali le minacce di licenziamento, e a questo elemento bisogna fare attenzione. Alcune tipologie di minacce, poi, sono considerate ancora più gravi: è il caso in cui esse assumano il carattere di ripetitività intollerabile.

Quando, cioè, le minacce sono reiterate nel tempo, al punto da creare paura, ansia, isolamento, e/o cambiamenti significativi nella vita del lavoratore, si parla di stalking occupazionale. L’esperto rivela che lo stalking occupazionale consiste in comportamenti reiterati e sistematici, posti in essere da superiori gerarchici, o anche da colleghi di lavoro, che hanno come obiettivo principale quello di isolare, intimidire o costringere il lavoratore a dimettersi. Le continue minacce di licenziamento, che vanno oltre la gestione del rapporto di lavoro, diventano, in questo modo, strumenti di persecuzione psicologica. Per questo motivo, questo reato viene punito, e anche con pene piuttosto gravi: la pena prevista per il reato di stalking è, infatti, la reclusione da un anno a sei anni e sei mesi.

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Le minacce di una datrice di lavoro.

Lavoro, avvocato rivela quando le minacce di licenziamento del datore sono illegali: a cosa fare attenzione
Giuseppe Meccariello