Lavoro, è possibile offendere il datore e non rischiare una querela in questo caso: riguarda anche lo stipendio

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Lavoro, è possibile offendere il datore e non rischiare una querela in questo caso: riguarda anche lo stipendio

Lavoro datore

Non tutti sanno che una determinata circostanza vale come scusante e che, quindi, evita la possibilità di essere denunciati dal proprio datore di lavoro, se si offende quest’ultimo online: avvocato spiega quale.

I datori di lavoro possono essere chiamati a rispondere di gravi inadempienze, sia sotto il profilo civile che penale, quando violano gli obblighi previsti dalle leggi a tutela dei lavoratori. Le responsabilità che ne derivano possono essere rilevanti e coinvolgere diversi ambiti della gestione aziendale. Una delle principali aree di responsabilità riguarda la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. L’articolo 2087 del Codice Civile impone al datore di adottare tutte le misure necessarie per garantire ambienti di lavoro salubri e sicuri. La mancata adozione di queste misure può sfociare in responsabilità penale oltre che civile. In particolare, l’articolo 437 del Codice Penale prevede pene severe per chi omette di installare dispositivi o segnali destinati alla prevenzione degli infortuni sul lavoro.

Anche per i danni causati dai dipendenti durante l’esercizio delle loro funzioni, la legge stabilisce una responsabilità oggettiva in capo al datore. In base all’articolo 2049 del Codice Civile, non è necessario dimostrare alcuna colpa: è sufficiente che il fatto illecito sia avvenuto nello svolgimento delle mansioni lavorative. Ulteriori conseguenze derivano dall’inosservanza dei contratti collettivi e delle normative vigenti. In questi casi, il datore può incorrere in sanzioni amministrative e diventare destinatario di azioni legali promosse dai lavoratori. Un caso particolarmente grave è quello del mancato pagamento delle retribuzioni. Oltre a essere una violazione contrattuale, espone il datore a risarcimenti per danno morale, diffide, procedure di conciliazione e anche cause giudiziarie. Nei casi più estremi, si può arrivare a procedimenti fallimentari, specialmente se l’inadempienza è sistematica e prolungata.

Offendere il datore di lavoro online perché lo stipendio non viene pagato: ecco in quale caso non si rischia la querela

Nonostante le colpe del datore di lavoro possano essere tante, però, i dipendenti non possono diffamare il datore di lavoro online, se non vogliono rischiare di essere querelati, per l’appunto, per il reato di diffamazione. C’è, però, una scusante del reato di diffamazione, prevista dall’articolo 599 del Codice Penale. Come spiega l’avvocato Giuseppe Di Palo, in pratica, viene scusato chi reagisce verbalmente a un atto ingiusto subito, purché lo stato d’ira sia causato proprio da quel fatto illegittimo. Se, dunque, il datore dovesse aver compiuto un atto veramente illegittimo, come può essere il mancato pagamento dello stipendio, ma anche un’altra delle gravi inadempienze sopracitate. C’è, però, una cosa a cui fare caso: l’offesa deve essere fatta subito dopo aver subito quell’atto illegittimo.

Tra l’atto illegittimo, come il mancato pagamento dello stipendio, e l’offesa, dunque, deve esserci un legame diretto dal punto di vista logico e anche temporale: se si attendono dieci giorni prima dell’offesa, dunque, non si potrà essere scusati e, dunque, il datore potrà denunciare il dipendente. L’avvocato spiega, però, che ci sono due aspetti delicati da considerare: da una parte, infatti, bisogna considerare che si potrebbe mettere seriamente in discussione il proprio rapporto lavorativo, perché, agendo in questo modo, si compromette il rapporto di fiducia con il datore. Dall’altro lato, poi, anche se l’ordinamento potrebbe non punirci sotto l’ordinamento penale, il datore di lavoro potrebbe, comunque, chiedere un risarcimento dei danni, in sede civile. Per questo, in ogni caso, l’avvocato ha spiegato che reagire di impulso mediante l’offesa online non è, sempre, la scelta più saggia da fare.

Lavoro datore
Un litigio tra due datori di lavoro e un dipendente.

Lavoro, è possibile offendere il datore e non rischiare una querela in questo caso: riguarda anche lo stipendio
Giuseppe Meccariello