Le alluvioni di Valencia del 2024 sono state amplificate dall’impatto umano sul clima. Lo studio

Alluvione Valencia

Le simulazioni mostrano che rispetto alle condizioni preindustriali, la situazione attuale ha portato a Valencia a un aumento del 21% del tasso di precipitazione registrato in 6 ore

È stato il cambiamento climatico indotto dall’uomo ad amplificare l’intensità delle precipitazioni che hanno colpito la città di Valencia, in Spagna, nel 2024. A dirlo è uno studio pubblicato su Nature Communications sotto la guida di Carlos Calvo Sancho, dell’Università di Valladolid in Spagna, a cui ha partecipato anche l’italiano Mario Marcello Miglietta, dell’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima del Consiglio Nazionale delle Ricerche, che ha simulato come sarebbe stato l’evento senza gli effetti indotti dall’uomo.

Nell’ottobre 2024, la regione di Valencia, nella Spagna orientale, ha registrato precipitazioni record e inondazioni improvvise estese, che hanno causato almeno 230 vittime e danni ingenti. In molti avevano affermato che l’evento poteva essere stato favorito dal cambiamento climatico indotto dall’uomo, tuttavia, riuscire a dimostrare questa connessione, distinguendo gli effetti dovuti dall’uomo da quelli naturali, era molto difficile.

Usando ora delle simulazioni basate sulla fisica dell’atmosfera i ricercatori hanno replicato lo scenario e messo a confronto le varie situazioni. Le simulazioni mostrano che rispetto agli scenari di poco più di un secolo fa, nelle condizioni preindustriali, la situazione attuale ha portato a un aumento del 21% del tasso di precipitazione registrato in 6 ore e a un aumento del 56% delle possibilità che si verificassero nell’area precipitazioni totali superiori a 180 mm. Dati che indicano inoltre come in questi anni, a causa dell’impatto umano, sia aumentato il quantitativo di vapore acqueo atmosferico a causa delle temperature superficiali del mare più elevate nel Mar Mediterraneo e nell’Oceano Atlantico settentrionale. Proprio l’aumento del vapore acqueo potrebbe aver favorito cambiamenti nella dinamica delle tempeste, portando a precipitazioni più intense e diffuse. Gli autori concludono che questo studio evidenzia l’urgente necessità di strategie di adattamento più efficaci e di una migliore pianificazione urbana in grado di ridurre i crescenti rischi di eventi meteo estremi.