Lily Collins interpreterà Audrey Hepburn in un film sul making of di Colazione da Tiffany, ecco cosa sappiamo

Per chi segue Emily in Paris, il legame tra Lily Collins e Audrey Hepburn non è certo una novità. L’attrice britannico-americana ha reso omaggio alla leggenda del cinema in innumerevoli occasioni nella serie Netflix: la vediamo scendere le scale del Palais Garnier in un abito da sera nero che ricorda la Jo Stockton di Funny Face, vagare per le strade parigine con un foulard al collo come la Principessa Ann di Vacanze romane, avvolta in morbidi maglioni sulle piste da sci nello stile della Regina Lampert di Sciarada, e sfoggiare un cappello gigante in tributo all’Eliza Doolittle di My Fair Lady.

Ma mancava all’appello il riferimento più iconico, quello che tutti aspettavano: Colazione da Tiffany. Il film del 1961 che ha consacrato Audrey Hepburn nell’olimpo delle dive immortali, con quel vestito nero firmato Givenchy, la collana di diamanti, i lunghi guanti e gli occhiali da sole che hanno definito lo stile di un’epoca. Ora, finalmente, Lily Collins indosserà quell’abito leggendario, ma non per un episodio della serie che l’ha resa famosa. L’attrice interpreterà Audrey Hepburn stessa in un nuovo film dedicato alla realizzazione di Colazione da Tiffany. Il progetto, in sviluppo da quasi dieci anni, si basa sul bestseller di Sam Wasson intitolato Fifth Avenue, 5 A.M.: Audrey Hepburn, Breakfast at Tiffany’s and the Dawn of the Modern Woman, un libro che racconta i retroscena della produzione del film e il suo impatto sulla cultura americana.

La sceneggiatura sarà firmata da Alena Smith, creatrice della serie Dickinson di Apple TV+, mentre Collins produrrà il film insieme al marito Charlie McDowell. L’annuncio è arrivato direttamente dall’attrice attraverso i suoi canali social, dove ha scritto: “Dopo quasi 10 anni di sviluppo e una vita di ammirazione e adorazione per Audrey, finalmente posso condividere questa notizia. Onorata ed estatica non bastano a esprimere come mi sento. Il libro di Wasson promette di andare oltre la leggenda per esplorare la donna dietro il piccolo abito nero e il film che ha catturato l’immaginazione della nazione nel 1961, quando la rigida rispettabilità degli anni di Eisenhower ha lasciato il posto alla modernità glamour dei Kennedy. Con un cast colorato di personaggi tra cui Truman Capote, Edith Head, Hubert de Givenchy e il compositore di Moon River Henry Mancini, il racconto immerge i lettori nell’America della fine degli anni Cinquanta e dei primi anni Sessanta, prima di Woodstock e della pillola anticoncezionale, quando un’affascinante ragazza non proprio virginale di nome Holly Golightly ha fatto breccia nei cuori, sollevato sopracciglia e trasformato per sempre le nozioni americane di moda, cinema, sesso e cultura.

La scelta di Lily Collins appare tutt’altro che casuale. L’attrice, candidata al Golden Globe e all’Emmy, ha dimostrato nel corso degli anni una naturale affinità con l’estetica e il portamento di Hepburn. La somiglianza fisica è innegabile: gli occhi espressivi, le sopracciglia marcate, la figura minuta e quella grazia eterea che sembra appartenere a un’altra epoca. Ma è soprattutto la capacità di Collins di incarnare un certo tipo di femminilità senza tempo, moderna eppure classica, che la rende perfetta per questo ruolo. Restano però molte domande aperte sul progetto. Chi interpreterà un giovane Hubert de Givenchy, lo stilista francese che ha vestito Hepburn sia sullo schermo che nella vita privata, creando un sodalizio artistico leggendario? E chi darà volto alla formidabile costumista Edith Head, figura centrale nel dietro le quinte hollywoodiano? E ancora, chi avrà il compito non facile di interpretare lo scontroso Truman Capote, autore del romanzo originale che ha sempre avuto un rapporto complicato con l’adattamento cinematografico?

Il casting sarà cruciale, ma lo saranno ancora di più i costumi. Non si tratta solo del celebre little black dress, ma dell’intera guardaroba che ha reso Colazione da Tiffany un punto di riferimento stilistico: i cappelli ornati di fiocchi, il denim casual, il trench perfetto, l’abbagliante cappotto arancione, l’abito da cocktail rosa. Ogni capo racconta una storia, ogni accessorio è diventato un’icona. Il film promette di essere una vera e propria fantasia di moda, un’occasione per rivivere e celebrare l’eleganza senza tempo che Audrey Hepburn e Givenchy hanno saputo creare insieme. Quello che rende questo progetto particolarmente interessante è il focus sul processo creativo e sul contesto storico. Non si tratta di un semplice biopic celebrativo, ma di un’immersione nell’America di fine anni Cinquanta, un momento di trasformazione sociale e culturale. Holly Golightly, con la sua libertà sessuale appena accennata, le sue feste all’alba, il suo rifiuto delle convenzioni borghesi, rappresentava qualcosa di rivoluzionario per l’epoca. Era una donna che viveva secondo le proprie regole, anche se in modo caotico e contraddittorio.

E poi c’è la questione del film stesso, della sua realizzazione travagliata, dei compromessi artistici, delle tensioni creative. Capote non voleva Hepburn nel ruolo, preferiva Marilyn Monroe. Il finale è stato addolcito rispetto al romanzo. Edith Head e Givenchy si sono scontrati sui crediti per i costumi. Sono tutti elementi che fanno parte della mitologia di Colazione da Tiffany e che potrebbero offrire materiale narrativo ricchissimo. Per Lily Collins, questo ruolo rappresenta il coronamento di un percorso artistico che l’ha vista crescere da figlia d’arte a star affermata. Figlia del musicista Phil Collins, ha costruito la sua carriera con determinazione, alternando ruoli in blockbuster e film indipendenti, fino ad arrivare al successo mondiale con Emily in Paris. Ora ha l’opportunità di rendere omaggio alla sua musa ispiratrice nella maniera più autentica possibile, non attraverso un costume o un riferimento visivo, ma incarnandola davvero.

Il cinema ama raccontare se stesso, e i film sul making of di altri film hanno spesso un fascino particolare. Permettono di sbirciare dietro il sipario, di scoprire le persone reali dietro le icone, di capire come nasce la magia. E quando si parla di Colazione da Tiffany, di Audrey Hepburn, di Givenchy e Capote, la materia prima è di quelle che promettono grande cinema. Non resta che attendere ulteriori dettagli sulla produzione, sul resto del cast e sulla data di uscita. Ma una cosa è certa: dopo quasi dieci anni di sviluppo, il progetto sembra finalmente pronto a prendere vita, con una protagonista che non potrebbe essere più adatta al ruolo. Lily Collins non si limiterà a indossare quel famoso vestito nero, ma darà voce e corpo alla donna che lo ha reso immortale.

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