
Turisti e bagnanti si godono le ferie agostane intorno al relitto della nave schiantata contro il pontile il 28 gennaio. Normalizzato dal tempo, fa da sfondo ai selfie agostani. A settembre la rimozione
Siamo tornati a Marina di Massa, e la nave-relitto è ancora lì. Abbiamo iniziato a seguire questa storia a fine gennaio, eravamo vestiti col giubbotto e l’acqua era fredda. Oggi camminiamo scalzi sulla sabbia e ci facciamo posto fra lettini, ombrelloni, persone che prendono il sole con sfondo nave Guang Rong schiantata sul pontile. Prima di andare in spiaggia facciamo due passi sul lungomare, prendiamo un caffè, due signori discutono di cosa dovrebbe fare l’Atalanta nel prossimo campionato, altri parlano di tasse.
La nave ormai è roba vecchia, tristemente normalizzata. Dicono che a settembre verrà rimossa. A settembre torneremo per capire se fossero chiacchiere da bar o la verità. In spiaggia come si può vedere dalle foto, la gente prende il sole, fa il bagno, gioca a racchettoni. Chiaramente il lembo di spiaggia a destra ed a sinistra del pontile è recintato, ma se qualche bambino butta la palla al di là della rete il babbo di turno scavalca velocemente e ributta la palla nel consentito. Chiaramente non ci sono rischi, se non quello di normalizzare qualcosa che non dovrebbe essere normalizzato.
Una nave, carica di pietre, diventata relitto a pochi metri dalla spiaggia. Ci si arriva senza problemi a nuoto o col materassino. Le persone sono educate e la nave vigilata, la questione, per fortuna, non è il pericolo: è che si vive in un sistema in cui l’essere umano è ormai totalmente alienato dalla natura e poi quando succedono i disastri, non sa che fare. E quindi mentre pensa a come sistemare un mezzo disastro (per fortuna senza gravi conseguenze) tonnellate di ferro e pietre rimangono a galleggiare in attesa di trovare un ultimo porto. Mentre facciamo le foto del nostro reportage i ragazzi si mettono in posa. Hanno capito che lavoro facciamo (del resto siamo gli unici non in costume) e nell’epoca dei social tutti ambiscono ad essere taggati, ma stavolta non sono fortunati. “E la chiamano estate“, cantava nel 1965 Bruno de Martini, mentre esattamente l’anno prima Fred Bongusto scriveva l’iconica “rotonda sul mare”. La rotonda sul mare di Marina di Massa è stata distrutta dalla nave che ci ha sbattuto contro. Ma evidentemente parliamo di altri tempi.
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