Roma, 20 gen. (askanews) – Il punto fermo dell’agenda di Giorgia Meloni è il Consiglio europeo straordinario a Bruxelles giovedì. Il tema è stato anche discusso nel vertice di governo di stamani, convocato per parlare – in primo luogo – del pacchetto sicurezza.
Il presidente Antonio Costa ha convocato i leader alle 19, per decidere la risposta da dare a Donald Trump, che ha annunciato dazi contro quei Paesi che hanno inviato piccoli contingenti di militari in Groenlandia.
“I dazi aggiuntivi proposti sono un errore” e la risposta sarà “ferma”, ha detto oggi la presidente della Commissione Ursula von der Leyen, che allo stesso tempo, però, invita gli Usa a evitare “una pericolosa spirale discendente”. Mentre il Parlamento Ue sospende l’esame dell’accordo sui dazi raggiunto la scorsa estate, Emmanuel Macron è l’alfiere della linea dura: quello che si sta delineando, ha detto, è “un mondo senza legge in cui il diritto internazionale viene violato”, ha aggiunto il capo dello Stato, denunciando “le ambizioni imperialistiche che stanno riemergendo”. Per questo l’Ue deve reagire a Trump, utilizzando lo strumento anti-coercizione, il cosiddetto “bazooka”. Non è questa la linea di Meloni, che a Bruxelles inviterà invece alla “prudenza” e al “dialogo”, ancora convinta di poter fare da mediatrice tra Bruxelles e il tycoon.
L’esercizio di equilibrio della premier tra le due sponde dell’Atlantico è però sempre più difficile. Giovedì mattina, a Davos, Trump ha organizzato una cerimonia per la nascita ufficiale del board of peace per Gaza. Meloni è stata invitata a farne parte ma sia nella maggioranza (lato Forza Italia) sia – secondo quando si apprende – al Quirinale ci sono molti dubbi sull’opportunità di partecipare all’organismo, in cui Trump ha voluto includere anche Vladimir Putin. Senza tener conto della quota di ingresso richiesta (un miliardo) che ha fatto parlare di “Onu personale”. Per questo la presidente del Consiglio non ha ancora deciso se andrà alla cerimonia di Davos e, eventualmente, in che modo partecipare, non escludendo di essere semplice spettatrice, senza firmare la carta istitutiva dell’organismo.
Dopo il Consiglio di Bruxelles, comunque, Meloni ripartirà subito: venerdì mattina, a Roma, è in programma il vertice intergovernativo Italia-Germania. A Villa Doria Pamphilj ritroverà il cancelliere tedesco Friedrich Merz, con cui condivide la linea ‘trattativista’ all’interno dell’Unione europea.
