La Corte suprema ha respinto il ricorso dell’opposizione. C’è l’ok alla riforma della Legge mineraria: i giacimenti saranno in zone di riserva mineraria e lo Stato garantirà la salute dei messicani
La Corte suprema del Messico ha dichiarato legittima la riforma della Legge mineraria che qualifica il litio come patrimonio del Paese, riservandone allo Stato l’esplorazione, lo sfruttamento e l’utilizzo. Con decisione unanime, riferisce Milenio, il Plenum ha confermato gli articoli chiave della norma promossa nel 2022 dall’ex presidente Andrés Manuel López Obrador.
La riforma era stata impugnata da senatori dell’opposizione, ma la Corte ha giudicato infondati i ricorsi alla luce della revisione costituzionale del 2024, che ha elevato il litio a risorsa strategica, vietando le concessioni ai privati.
Secondo i giudici, il nuovo quadro costituzionale legittima pienamente la normativa, che affida allo Stato la gestione dell’intera filiera. La riforma dichiara il litio di pubblica utilità, pertanto non saranno concessi appalti, licenze, contratti, permessi o autorizzazioni in materia.
Inoltre, saranno considerate zone di riserva mineraria quelle in cui sono presenti giacimenti di litio. Inoltre, il Servizio Geologico Messicano assisterà l’ente pubblico decentralizzato incaricato dell’esplorazione, dello sfruttamento, della lavorazione e dell’utilizzo del litio nell’individuazione e nel riconoscimento delle aree geologiche in cui esistono riserve probabili di litio; nell’ambito dell’esplorazione, dello sfruttamento, della lavorazione e dell’utilizzo del litio e delle relative catene del valore, sarà dovere dello Stato messicano proteggere e garantire la salute dei messicani, l’ambiente e i diritti delle popolazioni autoctone, delle comunità indigene e afro-messicane.
