Minaccia di fare saltare in aria il pronto soccorso a Bergamo, arrestato. Ma il reato di strage non c’è

Un pomeriggio di paura al pronto soccorso dell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo. Lunedì 25 agosto, i carabinieri del Nucleo operativo radiomobile sono stati chiamati d’urgenza: in uno dei box destinati ai pazienti, un 25enne di Calusco d’Adda, agitato e fuori controllo, aveva appena tentato un gesto pericolosissimo. Con una bombola di ossigeno e un accendino in mano, il giovane aveva minacciato di far saltare in aria “tutto. Reparto, medici, malati, se stesso”. Bloccato e arrestato, si trova ora in carcere.

Il pubblico ministero Giancarlo Mancusi gli contesta i reati di strage, minacce a pubblico ufficiale e interruzione di pubblico servizio. La gip Federica Gaudino, pur condividendo le ultime due accuse, ha escluso l’ipotesi di strage per mancanza di dolo specifico. In altre parole, il 25enne avrebbe potuto effettivamente causare una strage, ma senza la reale intenzione di provocarla. Nonostante ciò, la giudice ha disposto la custodia cautelare in carcere, parlando di “pericolosità sociale dell’indagato”.

Le motivazioni e la valutazione dei giudici

Il 25enne, idraulico disoccupato e incensurato, è assistito dall’avvocato Fausto Micheli. Nell’interrogatorio ha ammesso le proprie responsabilità, chiedendo scusa e spiegando di essere stato in crisi di astinenza per non aver assunto i farmaci prescritti. “Ha preso coscienza della sua situazione — spiega il legale — e manifestato la volontà di volerla superare. Vive il carcere come un’opportunità, perché dice di avere bisogno di aiuto”. L’intento del giovane, ha chiarito, era quello di ottenere un trattamento sanitario obbligatorio.

Secondo i medici del pronto soccorso, compreso il primario Roberto Cosentini, il ragazzo non soffre di patologie psichiatriche, ma era alterato dall’uso di droga. La situazione è precipitata quando gli sono state annunciate le dimissioni senza passare dal reparto di Psichiatria. A quel punto si è impadronito di una bombola pressurizzata a 200 bar, ha acceso un accendino e ha minacciato: “Faccio saltare in aria tutto”. La gip, pur non ravvisando il reato di strage, ha definito l’episodio “di particolare allarme sociale” e ha parlato di “assoluto disprezzo delle eventuali conseguenze ai danni di medici e pazienti”, sottolineando “la totale mancanza di controllo da parte dell’indagato dei suoi impulsi violenti e delinquenziali”.

L’articolo Minaccia di fare saltare in aria il pronto soccorso a Bergamo, arrestato. Ma il reato di strage non c’è proviene da Blitz quotidiano.