Un intervento urgente per contrastare l’aumento dei casi di epatite A è stato adottato a Napoli. Il sindaco Gaetano Manfredi ha firmato un’ordinanza che vieta la somministrazione e il consumo di frutti di mare crudi nei ristoranti e negli esercizi alimentari. La misura nasce con l’obiettivo di contenere un trend in crescita da settimane e che sta destando preoccupazione tra le autorità sanitarie locali.
Il provvedimento, datato 19 marzo 2026, richiama le indicazioni della Regione Campania, che ha disposto “un ulteriore rafforzamento delle attività di controllo lungo l’intera filiera dei molluschi bivalvi e delle azioni di prevenzione, alla luce dell’andamento dei casi registrati dall’inizio dell’anno”. I numeri sono significativi: oltre 150 casi accertati, con una diffusione dieci volte superiore rispetto alla media degli ultimi dieci anni e 41 volte più alta rispetto all’ultimo triennio.
Divieti, sanzioni e raccomandazioni ai cittadini
Il cuore dell’ordinanza riguarda il divieto, esteso a tutti gli esercizi pubblici e alle attività alimentari con consumo sul posto o immediato, di servire e consumare frutti di mare crudi. Chi non rispetterà le disposizioni rischia sanzioni amministrative comprese tra 2.000 e 20.000 euro.
La finalità della misura è esplicitata chiaramente: la “tutela della salute della cittadinanza residente sul territorio comunale”. Oltre ai divieti, il Comune invita anche i cittadini a comportamenti prudenti, raccomandando di “non consumare frutti di mare crudi al proprio domicilio” e di seguire corrette pratiche igienico-alimentari per ridurre il rischio di infezione.
L’aumento dei contagi e i rischi dell’epatite A
Nelle ultime settimane si è registrato un picco significativo dei contagi nell’area napoletana. Tra i casi più gravi figura quello di un uomo di 46 anni, ricoverato d’urgenza all’ospedale Ospedale Cardarelli per una grave insufficienza epatica e valutato per un possibile trapianto di fegato. Si tratta di un’evoluzione rara, ma che dimostra come anche questa infezione, generalmente considerata più lieve rispetto ad altre forme, possa avere conseguenze serie.
L’epatite A si trasmette per via oro-fecale, attraverso l’ingestione di acqua o cibi contaminati, e non per via respiratoria come influenza o COVID-19. È causata dal virus HAV e si manifesta con sintomi come nausea, vomito, affaticamento e ittero. A differenza delle epatiti B e C, non diventa cronica, ma richiede comunque grande attenzione sul piano della prevenzione e della sicurezza alimentare.
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