Oggi saluto in “famiglia” a Bossi. Salvini in dubbio, poi arriva

Gemonio (Va), 20 mar. (askanews) – Il portoncino di villa Bossi a Gemonio si apre solo quattro volte, in tutta la giornata. Per far entrare – è mattina presto – Marco Reguzzoni e poco dopo Giancarlo Giorgetti. Nel primo pomeriggio arriva Attilio Fontana. Alle 18 arriva anche Matteo Salvini. Solo a loro la famiglia concede di venire a rendere l’ultimo omaggio al fondatore della Lega Nord.

Insieme al ministro dell’Economia e all’ex capogruppo alla Camera, la moglie Manuela e i figli Roberto, Renzo ed Eridanio decidono per i funerali in forma pubblica, nella città simbolo del Carroccio, Pontida. Il segretario della Lega Matteo Salvini lo apprende dalle agenzie, in diretta radiofonica. Eppure il vice premier aveva annullato tutti gli impegni, aveva annunciato che sarebbe rientrato su Milano “con il primo volo” e fatto cenno – durante la diretta con Radio Libertà – ad un “ritorno a Varese”, oggi. Che arriva solo nel tardo pomeriggio. Per tutto il giorno aleggia l’incertezza sulla possibilità che al segretario venga data la possibilità di presentarsi a Gemonio: in radio Salvini non dice se andrà o meno: “Mi fermo alla riservatezza e lavoriamo per accompagnare e celebrare degnamente Umberto”, dice Salvini mentre a casa Bossi ci sono appunto Reguzzoni e Giorgetti. A collegamento in corso, il suo ufficio stampa ribadisce il rispetto di “tempi e scelte della famiglia Bossi” e che “appena possibile daremo informazioni” ma negli stessi minuti le agenzie battono la notizia, fatta filtrare dalla famiglia, che i funerali saranno domenica a Pontida. Il segretario non può che adeguarsi: “Chi è in Lega ha due famiglie, quella d’origine e la Lega. Non siamo un partito ma una comunità. Quando qualcuno lascia una comunità, è l’intera comunità che lo vuole salutare. Se sarà a Pontida domenica vorrà dire che la famiglia si troverà domenica lì”.

Poi alle 18 l’auto blu di Salvini arriva a sorpresa davanti al cancello. Il segretario entra senza parlare, uscirà un’ora e mezza dopo, e anche in questa occasione non parlerà con i giornalisti. Diffonderà una noto poco dopo: “È stato un incontro molto emozionante, caratterizzato da toccanti riflessioni umane e politiche. Domenica saremo in tanti ad abbracciare Umberto nella sua Pontida”, dice Salvini.

Una comunità che però a Gemonio non si fa vedere. In tutta la giornata sono non più di una ventina le persone che passano a casa Bossi. Qualche amico di lunga data, qualche militante duro e puro che contesta l’attuale segreteria: “Salvini ha ammazzato il sogno della Padania libera”. Qualche mazzo di fiori, una bandiera con Alberto da Giussano, lo striscione di chi si proclama “giovane padano per sempre”. Anche a Gemonio la tensione tra la vecchia Lega Nord e la Lega Salvini premier emerge, così come nel filo diretto a Radio Libertà, con tanti che chiamano per contestare la Lega nazionale. Ma la visita di Salvini forse aiuterà a stemperare il clima in vista dei funerali.

Intanto il segretario mantiene la sua linea: “Un conto sono le battaglie del 1995, anche io allora ero sul Po. Nel 2026 un movimento autonomista, federalista, identitario non può che essere sovranista a difesa della stessa identità in Europa. Altrimenti mentre combattiamo per l’autonomia di comuni e regioni, a Bruxelles ti fregano i quattrini”, dice Salvini. “Voglio una Lega gagliarda, diceva Bossi. E penso l’abbia costruita bene e la ritrovi bene questa Lega gagliarda, in forma, determinata, in crescita, ancora oggi spesso sola contro tutti: siamo nati così, cresciuti così, probabilmente ci ha anche irrobustiti nella mente e nel fisico”.

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