Ancora un assalto a bancomat nel Foggiano. Questa volta nel mirino è finito l’ufficio postale di Ordona, piccolo Comune di circa 3 mila abitanti. Intorno alle 4 del mattino, tre persone con il volto coperto da passamontagna hanno raggiunto il postamat e lo hanno fatto esplodere, non una ma due volte, per poi fuggire a bordo di un’auto di grossa cilindrata.
Il colpo, però, si è rivelato un fallimento. I malviventi hanno trovato la cassaforte completamente vuota e sono scappati a mani vuote, lasciandosi alle spalle ingenti danni alla struttura. Un esito che, in realtà, non avrebbe dovuto sorprenderli: all’esterno dello sportello era stato affisso un cartello che segnalava l’assenza di denaro contante.
Un territorio già colpito più volte
La decisione di esporre l’avviso era stata presa proprio per arginare il fenomeno degli assalti, che negli ultimi anni hanno colpito ripetutamente il paese, lasciandolo spesso senza servizi bancari e postali per lunghi periodi. Nonostante il cartello, i ladri hanno comunque tentato il colpo, provocando la distruzione dell’ufficio appena riattivato da circa due mesi.
L’episodio conferma una tendenza preoccupante in tutta l’area, dove le esplosioni ai danni dei bancomat si susseguono con frequenza, creando disagi e insicurezza tra i residenti.
Lo sfogo della sindaca
A denunciare pubblicamente quanto accaduto è stata la sindaca Adalgisa La Torre, che sui social ha espresso tutta la sua amarezza: “Non è più tollerabile che delinquenti senza scrupoli trasformino il nostro territorio in un campo di battaglia. È la terza volta in pochi anni che il postamat viene preso di mira. L’ufficio era tornato in funzione circa due mesi fa. I danni sono notevoli, per cui è probabile che resteremo nuovamente senza servizi”.
La prima cittadina ha poi aggiunto: “La banca ha chiuso nel maggio del 2022, lasciando attivo solo lo sportello di prelievo, ma qualche mese più tardi, a seguito di un assalto, anche quello ha chiuso definitivamente. Ora mi chiedo, chi sarà il prossimo? A chi toccherà? Ormai è solo questione di tempo, ma tutti i comuni saranno interessati da questo fenomeno. Vogliamo risposte concrete. Vogliamo vedere fatti. Vogliamo sicurezza. Non è certamente colpa di chi è sul territorio, capiamo che si tratta di questioni nazionali, ma abbiamo bisogno di sicurezza”.
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