Secondo il terzo Barometro del Forum economico mondiale, presentato a due settimane dai lavori di Davos, la cooperazione è al di sotto del livello necessario in materia di pace e sicurezza, ma regge nonostante la situazione geopolitica globale complessa. Cresce invece su clima e natura
La cooperazione globale si sta dimostrando resistente anche se il multilateralismo continua ad affrontare forti venti contrari. È questa la conclusione del Barometro della Cooperazione Globale 2026 che il Forum economico mondiale ha presentato a due settimane dal via dei lavori di Davos. Secondo questo strumento di indagine la cooperazione attuale è comunque “al di sotto del livello necessario per affrontare sfide economiche, di sicurezza e ambientali critiche. In un contesto geopolitico più complesso e incerto, un dialogo aperto e costruttivo è un fattore cruciale per identificare potenziali percorsi di collaborazione che favoriscano interessi condivisi”.
Giunto alla terza edizione, il Barometro della Cooperazione Globale 2026, sviluppato in collaborazione con McKinsey & Company, utilizza 41 metriche per valutare il livello di cooperazione a livello mondiale attraverso cinque pilastri: commercio e capitali; innovazione e tecnologia; clima e capitale naturale; salute e benessere; pace e sicurezza.
Il Barometro 2026 indica che il livello complessivo di cooperazione è rimasto sostanzialmente invariato negli ultimi anni, ma la composizione della cooperazione sembra essere in evoluzione. Stanno emergendo accordi di collaborazione innovativi e di portata minore, spesso all’interno di una stessa regione o tra regioni diverse, mentre la cooperazione attraverso le vie multilaterali si è indebolita. I progressi sulle priorità globali hanno mostrato il maggiore slancio quando in linea con gli interessi nazionali: clima e natura, innovazione e tecnologia hanno registrato un aumento relativamente forte della cooperazione. Altri pilastri, tra cui salute e benessere e commercio e capitali, sono rimasti fermi. Invece la cooperazione in materia di pace e sicurezza “ha continuato a diminuire, con tutti gli indicatori monitorati scesi al di sotto dei livelli registrati prima della pandemia di Covid-19″. I conflitti si sono intensificati, le spese militari sono aumentate e i meccanismi di risoluzione multilaterale globale hanno faticato a smorzare le crisi.
“Alla fine del 2024, il numero di sfollati forzati ha raggiunto la cifra record di 123 milioni in tutto il mondo. Tuttavia, le crescenti pressioni stanno creando un impulso per una maggiore cooperazione, anche attraverso meccanismi regionali di mantenimento della pace”, spiega il rapporto. In materia di innovazione e tecnologia, la cooperazione “è aumentata per sbloccare nuove capacità anche in presenza di controlli più severi. I servizi It e i flussi di talenti sono in aumento e la larghezza di banda internazionale è ora quattro volte superiore rispetto a prima della pandemia di COVID-19”.
In materia di commercio e capitali “la cooperazione è rimasta al di sopra dei valori del 2019, ma la sua composizione sta cambiando. I volumi delle merci sono cresciuti, anche se più lentamente rispetto all’economia globale, e i flussi si stanno spostando verso partner più allineati”. I servizi e alcuni flussi di capitali mostrano una dinamica favorevole, in particolare tra economie allineate, soprattutto quando possono contribuire a rafforzare le capacità nazionali. Mentre il sistema commerciale multilaterale globale deve affrontare ostacoli sempre più grandi, coalizioni più ristrette di paesi stanno collaborando nell’ambito di iniziative come la Partnership per il futuro degli investimenti e del commercio.
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