Roma, 9 giu. (askanews) – “Il clima attorno al Ponte sullo Stretto di Messina è ormai pesante e insostenibile. Le scorciatoie procedurali inaccettabili imboccate dal ministro Salvini per accelerare a tutti i costi l’approvazione del progetto, calpestando le regole e la trasparenza, stanno mostrando che le forzature hanno le gambe corte. Il governo non può più sfuggire alle proprie responsabilità, venga immediatamente in Aula a riferire e a chiarire cosa sta accadendo nella società dello Stretto. Fermi i cantieri e questa folle corsa al consenso elettorale prima che sia troppo tardi e impegni quelle risorse per i siciliani e i calabresi”. Lo dichiara il capogruppo del Pd in commissione Trasporti alla Camera, Anthony Barbagallo.
“L’indagine della Procura di Roma per corruzione e rivelazione del segreto d’ufficio sul progetto del Ponte sullo Stretto – sottolinea il capogruppo dem- scoperchia un pentolone di forzature e pesanti opacità che il Partito Democratico denuncia da mesi. Le perquisizioni del Ros a carico di figure chiave, tra cui un ex consigliere di amministrazione della società ‘Stretto di Messina Spa’, confermano l’esistenza di zone d’ombra inquietanti attorno a quella che il ministro Salvini ha trasformato in una bandiera ideologica, ignorando deliberatamente i rischi e i pareri tecnici. Mentre i magistrati indagano con contestazioni gravissime su eventuali condizionamenti per l’esame di legittimità della Corte dei Conti sul progetto definitivo, assistiamo allo spettacolo indecoroso di una destra impegnata esclusivamente nella lottizzazione selvaggia e nella guerra per le poltrone”.
“Lo scontro in atto in queste ore tra Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia per il controllo della governance della società dello Stretto, con il siluramento del leghista Saccomanno a favore del fedelissimo di Fratelli d’Italia Marco Stasi, dimostra come per la maggioranza il Ponte sia solo un enorme poltronificio da spartire, un terreno di scontro di potere sulla pelle dei cittadini calabresi e siciliani”, conclude Barbagallo.
