Primo caso di influenza aviaria in Italia: cos’è e quali sono i pericoli per l’uomo

In Lombardia è stato registrato il primo caso umano in assoluto di influenza aviaria in Italia. Si tratta di un uomo proveniente dall’Africa, dove è stato infettato dal ceppo H9N2 del virus a bassa patogenicità. Le persone che hanno avuto contatti con l’uomo sono risultate tutte negative. Come sottolineato dall’epidemiologo Gianni Rezza, non esiste una situazione di allarme nel nostro Paese, ma il monitoraggio da parte del ministero della Salute resta attivo e costante.

Quello registrato in Lombardia è il primo caso umano del ceppo di influenza aviaria H9N2 rilevato in Europa. “Dagli inizi del 2000, nel mondo, soprattutto in Asia e in Africa, sono stati diagnosticati circa un migliaio di casi umani di infezione da influenza aviaria da virus H5N1, che ha un’alta mortalità. In Europa, un solo caso umano da aviaria H5N1 è stato diagnosticato in Inghilterra ed alcuni casi sono stati confermati in Turchia diversi anni fa”, ha spiegato Rezza.

Influenza aviaria: cos’è

Il termine influenza aviaria definisce una infezione virale che si verifica principalmente negli uccelli. Nello specifico, gli uccelli selvatici, soprattutto acquatici, spiega l’Istituto superiore di sanità, rappresentano il veicolo principale di diffusione di questi virus, che poi possono essere trasmessi agli animali da allevamento e sporadicamente anche all’uomo. I virus aviari hanno una grande capacità di mutare: di recente, alcuni di questi ceppi virali sono stati trasmessi anche ai mammiferi, tra cui bovini, e animali da compagnia, in particolare i gatti. Al momento, però, non c’è alcuna conferma della possibilità di una trasmissione da uomo a uomo dei virus aviari. Stando a quanto spiegato dall’Centre for Disease Prevention and Control, il rischio di infezione per la popolazione generale risulta essere “basso” e può diventare moderato solo per i lavoratori o altro personale esposto in un allevamento in cui siano presenti casi confermati.

Influenza aviaria
Primo caso di influenza aviaria in Italia: cos’è e quali sono i pericoli per l’uomo (Fonte Ansa) – Blitz Quotidiano

I rischi per l’uomo

In generale, come sottolineato dall’ISS, la maggior parte dei virus aviari è relativamente innocua per l’uomo. Eppure, qualche ceppo virale può presentare mutazioni che aumentano il potenziale di infettare altre specie, compreso l’uomo. La principale via attraverso cui è possibile contrarre l’infezione da virus aviari dagli animali è l’inalazione di particelle solide o liquide contaminate dal virus, dovuta all’esposizione ad animali o a prodotti infetti. Tuttavia, non c’è alcuna evidenza che l’influenza aviaria possa essere trasmessa all’uomo mediante consumo di carne contaminata. Inoltre, il rischio di entrare in contatto con prodotti contenenti il virus è minimizzato dalle misure di sicurezza previste dalle normative, che impongono l’abbattimento e lo smaltimento sicuro dei capi degli allevamenti in cui vengono trovati animali positivi.

Il virus H5N1 dell’influenza aviaria ha un tasso di letalità molto alto, di circa il 50%, ma questa alta mortalità è in parte dovuta al fatto che in quei Paesi dove è più diffuso, come in Asia, vengono identificati solo i casi più gravi. Il ceppo identificato nell’uomo infetto in Lombardia, ovvero H9N2, invece, sottolinea Rezza, “è molto meno aggressivo e ad oggi nel mondo si registrano circa 170 casi nell’uomo da questo ceppo”.

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