Roma, 21 mar. (askanews) – Domani e lunedì oltre 45 milioni di elettori italiani (altri 5,5 milioni sono residenti all’estero, ndr) sono chiamati a votare per il referendum sulla riforma della magistratura, una legge costituzionale approvata definitivamente in Parlamento il 30 ottobre 2025, ma senza raggiungere la maggioranza dei due terzi. Quando si verifica questo risultato, l’articolo 138 della Costituzione consente di chiedere un referendum confermativo per lasciare la decisione di approvare o meno la riforma direttamente i cittadini.
Sulla scheda di colore verde gli elettori si dovranno esprimere con un Sì o con un No al quesito: “Approvate il testo della legge di revisione degli artt. 87, decimo comma, 102, primo comma, 104, 105, 106, terzo comma, 107, primo comma, e 110 della Costituzione approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 30 ottobre 2025 con il titolo “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”?”. In pratica, sì o no a modificare i sette articoli della Costituzione che disciplinano la Magistratura.
Trattandosi di un referendum costituzionale confermativo, come previsto dall’articolo 138 della Costituzione, non è previsto alcun quorum. La consultazione sarà valida a prescindere dal numero di votanti e la riforma sarà approvata o respinta sulla base della maggioranza dei voti validamente espressi. Il risultato è valido qualunque sia l’affluenza.
Le operazioni di voto si svolgono in due giorni, domenica 22 marzo, dalle 7 alle 23 e lunedì 23 marzo dalle 7 alle 15. Lo scrutinio inizierà subito dopo la chiusura dei seggi. Nel pomeriggio stesso di lunedì arriverà dunque il verdetto. Fino alla chiusura dei seggi e all’inizio dello scrutinio i riflettori saranno tutti puntati sull’affluenza: quella relativa al primo giorno viene rilevata e comunicata dal Viminale alle 12 alle 19 e alle 23 a chiusura seggi. Il secondo giorno la rilevazione dell’affluenza sarà una sola: quella definitiva alle 15 quando si chiuderanno le votazioni sul referendum.
Possono votare tutti i cittadini italiani maggiorenni (anche residenti all’estero) iscritti nelle liste elettorali. Gli italiani residenti all’estero hanno votato per corrispondenza nelle settimane precedenti.
Per votare bisogna presentarsi al seggio con un documento di identità valido e la tessera elettorale. Se la tessera è completa o è stata smarrita è possibile richiedere un duplicato all’ufficio elettorale del Comune di residenza.
