Licenziata per un flacone di detersivo dal supermercato dove lavora da 30 anni. È successo a un punto Pam di Grosseto lo scorso settembre. Ora la donna andrà a processo davanti al giudice del lavoro per cercare di conservare il posto. A fine turno la donna aveva fatto la spesa nel punto vendita che si trova in via del Sabotino e come ogni cliente si era messa in fila per pagare la merce. Come ricostruiscono i giornali locali, tutto fila liscio alla cassa, paga e imbusta i prodotti, ma a un certo punto un sacchetto si rompe, un flacone di detersivo cade a terra e il liquido si disperde sul pavimento.
La dipendente della Pam, nella concitazione dell’imprevisto, prende dagli scaffali un altro flacone e avvisa i colleghi della necessità di fare attenzione a non scivolare sul pavimento. Quindi esce e va a casa. L’azienda le contesta però di non aver pagato il nuovo flacone. Non ci sono scontrini al riguardo, mentre tutta l’altra merce, compreso il flacone rotto l’aveva regolarmente pagata. Ma non il flacone “nuovo” del prezzo di 2 euro e 90 centesimi. Avrebbe dovuto pagare anche il nuovo contenitore di sapone, le fa sapere la Pam. E così due settimane dopo le mandano una lettera di licenziamento e parte il contenzioso davanti al giudice del lavoro.

“Nessuno le ha chiesto di pagare e nessuno l’ha richiamato per farlo”, dice l’avvocato Paolo Martellucci che assiste la licenziata. I sindacati hanno provato a convincere l’azienda a ritirare il licenziamento ma non c’è stato modo e, circa quattro mesi dopo il fatto, vanno tutti davanti al giudice. Nella causa è assistita dai legali della Cgil. “Aspettiamo la sentenza per metà marzo – dice Pier Paolo Micci della Filcams – Lei è stata corretta, ma ora si trova in una situazione paradossale”.
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