Solo il 50% delle scuole dispone di impianti sportivi per il 40% non accessibile in orario extrascolastico. Il 27 e il 28 marzo torna la campagna Nontiscordardimé di Legambiente con 145 iniziative in tutta Italia
Nelle scuole italiane gli spazi verdi e gli impianti sportivi, fondamentali per la socialità e il benessere degli studenti e studentesse, sono ancora troppo pochi e spesso poco utilizzati, restando il più delle volte un privilegio e non un diritto garantito: secondo i dati del 25esimo rapporto “Ecosistema Scuola” di Legambiente, in Italia il 64,4% delle scuole dispone di giardino o aree verdi ma di questi appena il 38,9% le utilizza per la didattica all’aperto. Inoltre, solo il 50,2% degli edifici scolastici dispone di impianti sportivi (palestre, campi esterni), e laddove presenti, il 40% non risulta accessibile in orario extrascolastico limitando il potenziale beneficio per la comunità.
In un questo quadro e allo scopo di rendere cortili, aule e spazi verdi e sportivi scolastici più “accoglienti”, funzionali e partecipati, dove socializzare, fare didattica all’aperto, formarsi, crescere e torna in azione, in tutta Italia il 27 e il 28 marzo “Nontiscordardimé – La scuola si fa bella”, la campagna di volontariato ambientale di Legambiente dedicata alla riqualificazione e rigenerazione delle scuole e promossa quest’anno con la partnership di Hilti, azienda operante nel settore B2B dell’edilizia attraverso la produzione e commercializzazione di prodotti, software e servizi. Giunta alla 27esima edizione, la campagna coinvolgerà l’intera comunità scolastica, dai docenti agli studenti fino alle famiglie, enti e associazioni locali, per prendersi cura insieme degli spazi scolastici mettendo al centro delle attività di rigenerazione proprio quelli che il report Ecosistema Scuola individua come più carenti: ossia verde fruibile, ambienti per lo sport e il movimento, aree esterne da vivere e condividere, e che per i ragazzi e le ragazze sono molto importanti. La campagna sarà anche l’occasione con cui Legambiente rilancerà le sue proposte insieme a un piano nazionale di rigenerazione e manutenzione “leggera” delle scuole che comprenda interventi semplici ma costanti, sostenuti da fondi dedicati, per garantire aule e cortili accoglienti, attrezzati e sicuri in tutti gli istituti scolastici del Paese.

la loro scuola a via Alessandro Nanni, Olbia: la prima strada scolastica della Sardegna
Dal Nord al sud della Penisola saranno ben 145 le iniziative in programma in 17 Regioni, chiamando a raccolta 24.822 studenti e studentesse di 1.182 classi, sia in questa due giorni di marzo (27 e 28) ma anche nei prossimi mesi. Tante e diverse le attività in programma: dalla messa a dimora di alberi, fiori ed erbe aromatiche e cura di aiuole negli spazi verdi dei plessi scolastici, ma anche manutenzione di recinzioni e panchine, raccolta dei rifiuti, realizzazione di murales, orti didattici e spazi per la lettura, tinteggiatura di aule, palestre e corridoi, interventi di manutenzione e laboratori di educazione ambientale. A livello nazionale a contare il maggior numero di iniziative sono il Lazio (con 35 attività e 141 classi), il Piemonte (con 16 iniziative e 122 classi) e la Campania (15 iniziative e 141 classi). Nelle stesse regioni “campionesse” di partecipazione saranno tre gli interventi che verranno realizzati con il supporto di Hilti: a Torino, all’IC Regio Parco, la tinteggiatura dei corridoi; a Napoli, all’IIS Sannino De Cillis, la riqualificazione dell’area della fattoria didattica; a Roma, all’IC Simonetta Salacone, la tinteggiatura delle aule e interventi di manutenzione della palestra. Novità di quest’anno, ogni giornata culminerà con la redazione di un “Patto di Cura”, un gesto simbolico con cui ogni classe si impegnerà a prendersi cura, nel tempo, dello spazio che ha rigenerato. Un modo per consolidare il senso di appartenenza e garantire continuità oltre l’iniziativa, mettendo al centro i ragazzi e le ragazze e le loro esigenze. Legambiente ricorda, infatti, che, secondo il recente studio “Vivere da adolescenti in Italia” realizzato dall’Istituto Demopolis per Impresa Sociale Con i bambini, i ragazzi e le ragazze tra i 14 e i 17 anni esprimono forti bisogni di miglioramento territoriale: in particolare il 31% vorrebbe scuole migliori, il 26% più aree verdi e spazi all’aperto dove incontrarsi e il 25% luoghi e spazi dove poter praticare sport e attività fisica.
“In Italia – dichiara Claudia Cappelletti, responsabile scuola di Legambiente – l’accesso agli spazi verdi e agli impianti sportivi è ancora troppo limitato. Una carenza che pesa sul benessere quotidiano di studentesse e studenti e sulla qualità della loro esperienza educativa. La campagna Nontiscordardimé non può intervenire sulle fragilità strutturali, ma ambisce a restituire bellezza, cura e funzionalità agli spazi comuni, mostrando come ambienti scolastici migliori possano generare nuove energie e relazioni positive. È però fondamentale che la politica garantisca investimenti stabili per la rigenerazione delle scuole e per assicurare ovunque aree attrezzate per la didattica all’aperto e impianti sportivi realmente accessibili. La scuola pubblica deve tornare ad essere presidio di comunità, un luogo che crea appartenenza, promuove partecipazione e rafforza la cura dei beni comuni”.
Alcune delle iniziative in programma
Tra le iniziative dell’edizione 2026 di “Nontiscordardime”, quella del 27 marzo presso la scuola primaria dell’I.C.A. Di Meo di Volturara Irpina (AV) dove gli alunni saranno impegnati nella manutenzione delle aree verdi, nel riordino degli spazi interni e nel restyling degli arredi, ma anche in laboratori di riciclo creativo, la realizzazione di murales e di spazi dedicati alla lettura e al benessere. Il 20 maggio l’IC Cuneo Oltrestura vedrà protagonisti studenti – in collaborazione con il Comune e il gruppo Alpini – che riqualificheranno cortili e giardini, metteranno a dimora piante aromatiche, rendendo gli spazi più accoglienti e funzionali anche dal punto di vista didattico. Alla scuola primaria “Amici-Di Meglio” dell’I.C. Paolo Stefanelli di Roma prende il via un ricco calendario di interventi (il 21, 27 e 28 marzo, 11 aprile e 9 maggio): alunni, docenti, comunità educante, nonni volontari e associazioni (tra cui “Bike to School”), con il coinvolgimento del XIV Municipio, si occuperanno della tinteggiatura delle aule, della realizzazione di giochi didattici a terra, della cura dell’orto scolastico, della creazione di murales e manufatti in ceramica. Sempre a Roma, dal 27 al 31 marzo, l’IC Via Anagni promuove una settimana di attività, in collaborazione con il V Municipio: studenti, docenti e l’intera comunità scolastica saranno coinvolti nel knitting (lavoro a maglia) decorativo, nella realizzazione di murales, negli interventi di riqualificazione degli ambienti interni ed esterni, con la creazione di spazi dedicati al benessere.
Le proposte di Legambiente
In occasione di “Nontiscordardimé – La scuola si fa bella”, Legambiente rilancia le sue proposte chiedendo al Governo di:
Istituire un piano nazionale di rigenerazione e manutenzione leggera. Interventi semplici ma costanti devono essere sostenuti da fondi dedicati, per garantire aule e cortili belli, accoglienti e sicuri in tutte le scuole del Paese.
Rendere gli spazi all’aperto un diritto educativo. Occorre garantire a tutte le scuole aree verdi fruibili e attrezzate, trasformando cortili e giardini in veri ambienti di apprendimento, luoghi per fare didattica all’aperto, stare all’aria aperta e vivere momenti di socialità quotidiana.
Investire su impianti sportivi aperti alla comunità. Le palestre e gli impianti scolastici per lo sport devono essere presenti in ogni Istituto e accessibili anche oltre l’orario scolastico, diventando punti di riferimento per il benessere e lo sport di quartiere, soprattutto nelle aree più fragili.
Rafforzare la scuola come presidio di comunità. La scuola deve essere riconosciuta come luogo aperto e condiviso, con biblioteche, cortili e laboratori accessibili al territorio, progetti partecipati con famiglie e associazioni, patti educativi permanenti per combattere isolamento e povertà educativa.
Priorità ai territori più vulnerabili. Le risorse devono arrivare prima dove c’è più bisogno, ossia nelle periferie e nelle aree interne, per ridurre le disuguaglianze e restituire opportunità a tutta la comunità scolastica.
