Debutto vincente in 68’ di Jannik Sinner agli Australian Open. Primo turno contro il francese Hugo Gaston, n.93 del mondo. Secco il punteggio: 6-2, 6-1. Il lavoro di Jannik iniziato dopo la finale persa a New York contro Alcaraz sta pagando. La costante risolutezza a migliorare che ha costretto alla riprogrammazione invernale ha richiesto molti sacrifici ma ne è valsa la pena
Il primo set Sinner lo vince 6-2 dopo un avvio di studio (2-2). Poi Jannik sale in cattedra sfoderando alcuni colpi da antologia, (ace iniziali a parte) come il dritto in corridoio, la palla corta ben fintata, una splendida smorzata, il passante in avanzamento di rovescio. Il tutto inframezzato da errori non da lui. Gaston ha evidenziato un buon servizio vincente, un rovescio lungolinea fulmineo e poco più. Partenza col turbo di Sinner che va agevolmente sul 5-0. Non c’è storia. Accorcia il francese (5-1) poi alza bandiera bianca. Set concluso con un 6-1 inequivocabile; Gaston stringe la mano all’azzurro e decide di ritirarsi. Paga gli stessi problemi intestinali di tanti altri tennisti in quel di Melbourne. Il secondo set si è chiuso in 1h7’.
Energie risparmiate
Sinner ha risparmiato tante energie tenendo sempre il pieno controllo del match. Tabellino significativo: 6 ace, il 69% di prime ricavando l’86% dei punti. Ora al secondo turno Jannik troverà uno tra l’australiano Duckworth e il croato Prizmic.

Le parole di Sinner
L’azzurro ammette: “Non è così che volevo vincere.” E mentre Gaston si asciuga il viso e se ne va dal campo sofferente ma tra gli applausi sinceri del pubblico di Melbourne, Jannik aggiunge: “Ho visto che nel secondo set Hugo non stava più servendo con la solita velocità, ripeto non è così che uno vuole vincere. Lui ha grande talento, sapevo che all’inizio dovevo mantenere un altro livello. Sono contento della partita e di essere tornato qui. Mi sono preparato molto bene. Ho lavorato tanto, ho fatto belle partite di esibizione ma le partite ufficiali sono diverse. Confesso che all’inizio avevo un po’ di tensione però sono partito bene. Devo pensare anche a divertirmi un po’ in campo. Ora faccio tanta palestra al mattino, poi due o tre ore sul campo per preparare i match dello Slam. Ancora palestra, trattamenti, recupero. E per fortuna mi danno un giorno di recupero”.
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