Due esemplari sono stati rilevati dai Carabinieri di Pescara, in Abruzzo; un terzo avvistamento il 20 gennaio in Piemonte. La specie è protagonista del programma Life20 Northern Bald Ibis
Due ibis eremita (Geronticus eremita), specie migratoria ad alto rischio estinzione, sono stati avvistati il 19 gennaio in Abruzzo, nella valle che si trova tra il fiume Pescara e la città di Penne (PE). Le immagini arrivano dai Carabinieri del Nucleo Cites di Pescara, che ne hanno fotografato due esemplari. Un altro avvistamento dell’ibis eremita è stato confermato il 20 gennaio a Collegno, in provincia di Torino, grazie alle foto di un passante. La loro comparsa in Italia costituisce un evento positivo per l’ambiente, segnala la ripresa di un ecosistema e la rinascita della biodiversità.
La minaccia antropica sugli habitat e la caccia di frodo rendono questa specie particolarmente a rischio. Secondo le stime, la popolazione ha subito una drastica diminuzione, di circa il 98%, nel secolo scorso. Ad oggi nel mondo se ne contano solamente un migliaio.
Le colonie rimaste in Europa sono state sottoposte a tutele: hanno preso il via alcuni programmi internazionali che, tra le misure di conservazione, prevedono la localizzazione degli animali tramite Gps. Uno degli ibis avvistati in Abruzzo presenta un segno di inanellamento su una zampa, indice del suo coinvolgimento in uno dei progetti.
In Abruzzo, in seguito all’avvistamento, i Carabinieri Forestali hanno avviato un piano di monitoraggio degli ibis attualmente presenti, per salvaguardarli e osservarne i comportamenti. L’ultimo episodio di bracconaggio sulla specie in Italia era avvenuto a ottobre 2025 su due esemplari del progetto “LIFE20 Northern Bald Ibis” uccisi a colpi di fucile in provincia di Sondrio.

Una storia sui generis
L’ibis eremita (G. eremita) è caratterizzato da un grande becco ricurvo roseo, un piumaggio nero corvino sul busto, con riflessi metallizzati violacei, verdi o bronzei all’altezza del petto. Si tratta di un uccello abbastanza grande, che può arrivare fino a 70 o 80 cm di lunghezza da adulto e a 125-135 cm di apertura alare. La testa è nuda e il piumaggio sul collo di color nero è formato da penne lanceolate, in parte erettili.
Non va confuso con l’Ibis sacro (Threskiornis aethiopicus), divinizzato fin dai tempi dell’antico Egitto, da cui è scomparso per poi colonizzare l’Africa subsahariana. È stato portato in Europa per essere esposto negli zoo in Francia, ma poi è divenuto invasivo in vari Paesi europei. A differenza dell’eremita, la variante africana ha testa e coda neri e un piumaggio per lo più bianco.
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