Ucraina: Putin non si ferma . Mosca va avanti con l’offensiva. Appello di Zelensky dal bunker

La guerra “va avanti”. Quattro anni di “operazione militare speciale” non sono bastati. Il Cremlino costringe l’Europa a convivere con un conflitto come non accadeva, di fatto, dal 1945. Le parole del portavoce russo Peskov e dello zar (“Non ci fermiamo ora”) sono piovute sui leader Ue (presenti anche alle celebrazioni a Kiev) come macigni. Tuttavia i leader europei hanno ribadito: “Siamo con voi, non cederemo fino alla pace”.

Dal canto suo Zelensky, dal suo bunker, ha chiesto di aderire alla Ue nel 2027, rassicurando che “non sono stati scalfiti nell’orgoglio del Paese invaso e nemmeno la determinazione nel portare avanti quelli che sono i diritti ucraini”. Ha poi aggiunto: “Gli Stati Uniti devono restare con un Paese democratico che sta combattendo contro una sola persona. Perché questa persona è una guerra. Putin è una guerra”.

Putin il manipolatore

La definizione è dell’ex direttore della CIA, Joseph Burns, come riporta il premio Pulitzer Bob Woodward nel suo ultimo saggio (“War”, Solferino 2024). Ha poi aggiunto: “Putin è stato addestrato a farlo, tutti i leader mondiali ne riconoscevano la maestria in quel campo”. Non devono dunque sorprendere le ultime parole dello Zar deciso a continuare il conflitto.

La sua linea non è affatto cambiata, basta leggere la sua autobiografia (“First Person”, New York 2000, p.7) che lui stesso aveva dettato a tre giornalisti russi. Frasi inequivocabili: “Credo che in guerra sia inevitabile commettere molti errori. Ma quando combatti, se continui a pensare che anche tutti quelli che ti circondano commettono errori di continuo, non vincerai mai. Bisogna adottare un atteggiamento pragmatico. E bisogna pensare sempre alla vittoria. Un cane percepisce se qualcuno ne ha paura, e morde. Lo stesso vale qui. Se ci si innervosisce, gli altri penseranno di essere più forti. In queste circostanze c’è solo una cosa che funziona: attaccare. Bisogna colpire per primi e colpire così forte che l’avversario non sarà in grado di rialzarsi”.

Parole raggelanti che allontanano accordi di pace. Tuttavia i negoziati procedono seppur sotto traccia. La domanda è: che nuovo sistema Internazionale uscirà? Perché è di questo che si sta parlando.

Il mondo che verrà

La storia insegna: tre grandi guerre hanno plasmato in profondità il mondo moderno: le Guerre Napoleoniche, la Prima Guerra Mondiale e la Seconda Guerra Mondiale. Le guerre Napoleoniche hanno posto le condizioni per creare un sistema internazionale europeo. Le due Guerre Mondiali hanno accelerato la distruzione di questo sistema sostituendolo con un altro modello. È il caso di ricordare che tre grandi negoziati di pace hanno forgiato il mondo moderno: Il Congresso di Vienna, la Conferenza di Pace di Parigi dopo la Grande Guerra e la Conferenza di Jalta alla fine della Seconda Guerra Mondiale. Inevitabile chiedersi: dopo Gaza e Ucraina che mondo avremo?

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