
Uno studio internazionale rivela che due milioni di specie nel mondo sono a rischio di estinzione. Serve maggiore attenzione agli insetti
Un rapporto di IPBES (Intergovernment Platform on Biodiversity and Ecosystem Services) pubblicato nel 2019 aveva svelato che nel mondo circa 1 milione di specie con cui condividiamo il pianeta è a rischio d’estinzione e che la metà di esse potrebbe estinguersi entro questo secolo.
Le cause sono note alla scienza: distruzione e degradazione degli habitat, sovra-sfruttamento di piante e animali, inquinamento, cambiamenti climatici e diffusione di specie aliene invasive. Il principale fattore indiretto di queste cause è l’agricoltura.
Uno studio condotto in Europa da un gruppo di scienziati, pubblicato lo scorso novembre su PLOS One, ha rivelato poi che il 19,4% delle 14.669 specie europee esaminate è in pericolo di estinzione. I rischi sono più elevati per le piante (27%) e gli invertebrati (24%) rispetto ai vertebrati (18%). Questi numeri superano le stime IPBES sul rischio di estinzione delle specie, in particolare per quello relativo agli insetti. Per questo gruppo faunistico gli scarsi dati a disposizione (e una doverosa cautela) avevano portato l’IPBES a ritenere che soltanto il 10% fosse minacciato. Gli insetti sono il gruppo tassonomico più numeroso in termini di specie (90%) tra gli invertebrati e che questi rappresentano il 97% del numero totale delle specie faunistiche. Assumendo, per estrapolazione, che la percentuale degli insetti globali a rischio di estinzione sia del 24% come quella europea, il numero delle specie nel mondo a rischio di estinzione sarebbe non un milione, come sosteneva IPBES nel 2019, ma due milioni!
In sostanza lo studio evidenzia che gli insetti sono minacciati quanto gli altri taxa e che meriterebbero maggiore attenzione, in termini di sviluppo della conoscenza e di norme, programmi e progetti di conservazione. Per il resto, l’urgenza e la priorità della crisi globale della biodiversità rimane invariata. Stiamo perdendo la biodiversità e i servizi garantiti dalla natura alle persone a ritmi mai visti prima nella storia umana. L’accordo mondiale raggiunto lo scorso anno a Montreal e la legge europea per il ripristino ella natura sono due strumenti importanti per arrestare il declino e invertire il declino della natura.
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