Varato il dl Bollette, ma il governo chiede un ulteriore confronto su Ets

centrale elettrica

Secondo l’esecutivo 2,7 milioni di famiglie beneficeranno del nuovo decreto legge. Critiche le opposizioni. Il ministro dell’Ambiente Pichetto Fratin chiede di rivedere il sistema Eu Ets che introduce nuove norme sul mercato del carbonio. Svezia, Danimarca, Finlandia e Lussemburgo si oppongono a ulteriori rinvii o modifiche

Il governo ha varato il tanto atteso decreto legge sulle bollette. Il provvedimento prevede nel 2026 uno sconto in bolletta fino a 115 euro per i nuclei più vulnerabili, che già percepiscono il bonus sociale da 200 euro l’anno. Anche le famiglie residenti con Isee inferiore ai 25.000 euro annui potranno ottenere sconti in bolletta, su impulso delle imprese venditrici. Secondo la nota del Mase, “trovano spazio nel provvedimento una razionalizzazione delle procedure per la realizzazione dei data center e per l’accelerazione nello sviluppo delle rinnovabili, con una norma per evitare la saturazione virtuale della rete”.

Ma c’è anche un aumento dell’Irap del 2% per le imprese energetiche, per finanziare il taglio degli oneri di sistema in bolletta. Verrà anche venduto il gas stoccato durante la crisi energetica del 2022 per eliminare la differenza di prezzo (spread) fra il gas alla borsa europea Ttf e a quella italiana Psv.

Secondo il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, “il governo ha approvato un provvedimento molto significativo, che tocca una delle priorità che ci eravamo dati dall’inizio, cioè fare il possibile per ridurre il peso delle bollette su famiglie e imprese. È un decreto che avrà un impatto rilevante, e che garantirà risparmi e benefici diretti nell’ordine di oltre 5 miliardi di euro”.

Decreto bollette, il commento del coordinamento Free (Fonti rinnovabili ed efficienza energetica)

“Il Coordinamento FREE riconosce l’urgenza di ridurre il peso delle bollette per famiglie e imprese, ma invita a riconsiderare misure che rischiano di alterare il mercato elettrico e di favorire, anche indirettamente, la generazione fossile. Indebolire i segnali di prezzo derivanti dall’Emissions Trading System significa contraddire uno degli strumenti chiave della politica climatica europea. La vera soluzione strutturale è rafforzare il mercato delle rinnovabili con la promozione di contratti di lungo termine e l’accelerazione delle autorizzazioni per nuovi impianti FER. Meno distorsioni di mercato e più rinnovabili a prezzi fissi: solo così possiamo garantire bollette più sostenibili, sicurezza energetica e coerenza con gli obiettivi di decarbonizzazione”.

“Chiamarlo decreto bollette è un esercizio di marketing politico – commenta invece il vice presidente della Camera dei deputati, Sergio Costa – Per le famiglie italiane c’è un contributo di 115 euro riservato ai soli titolari del bonus sociale, e per il ceto medio sotto i 25.000 euro di Isee non c’è nemmeno una garanzia: lo sconto è affidato alla buona volontà dei venditori di energia. In pratica, milioni di famiglie sono lasciate senza alcuna certezza di aiuto. Questo non è un decreto per le famiglie, è un decreto per i produttori di gas. Ma il punto più grave è un altro: l’articolo 6 prevede il rimborso dei costi Ets alle centrali a gas, scaricandone l’intero onere – stimato da Ecco tra i 3 e i 4 miliardi di euro – sulle bollette elettriche dei consumatori. Si prende dalla tasca destra per mettere nella tasca sinistra, e a pagare sono sempre cittadini e imprese”.

Sul sistema Eu Ets, il mercato del carbonio che dal 2028 si applicherà a trasporti su strada ed edifici, arriva anche il commento del ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Pichetto Fratin: “Abbiamo già avviato interlocuzioni con Bruxelles perché danneggia in particolare il nostro Paese per via del mix energetico che ci contraddistingue”. Ora, aggiunge, “dobbiamo portare avanti il negoziato e, come abbiamo fatto già su altri temi, a partire da case green e automotive, siamo pronti ad aprire un confronto costruttivo basato su fatti concreti e non sull’ideologia“. E, ancora, “chiederemo all’Europa di aprire una trattativa, di modificare le regole, permettendo quindi di non caricarla sul termoelettrico, così come non c’è sulle rinnovabili”.

 

Decreto bollette, Commissione Ue: “Lo analizzeremo e poi valuteremo”

“I nostri esperti stanno esaminando il testo e noi abbiamo bisogno di un’analisi complessiva prima di esprimere una valutazione – Il commento di un portavoce della Commissione Ue – Il decreto è stato adottato ieri, che siano gli aspetti legati agli aiuti di Stato o agli Ets noi abbiamo bisogno di analizzare il testo prima di esprimerci”.

Intanto Svezia, Danimarca, Finlandia e Lussemburgo si oppongono a ulteriori rinvii o modifiche relative al prezzo di mercato dell’Eu Ets 2 nella prossima revisione della direttiva Ets. Lo si legge in una dichiarazione congiunta firmata dai quattro Paesi, diffusa in vista della riunione dei rappresentanti permanenti presso l’Ue in cui è prevista l’adozione del mandato negoziale sulle modifiche alla riserva di stabilità di mercato (Msr) dell’Ets.
L’Ets è “il principale strumento basato sul mercato per una politica climatica europea efficiente in termini di costi”, si legge nel documento congiunto, in cui i quattro Paesi si dicono “preoccupati per i recenti appelli a ulteriori modifiche e al rinvio dell’Ets2”.

Nella dichiarazione, i quattro Paesi ricordano inoltre che l’avvio del nuovo mercato è stato già rinviato di un anno – dal 2027 al 2028 – nel quadro dei negoziati sulla legge europea per il clima. “Siamo preoccupati che qualsiasi ulteriore rinvio o modifica relativa al prezzo di mercato dell’Ets2 comprometterebbe sostanzialmente l’efficacia della politica climatica dell’Ue“.