Acqua, l’Unione per il Mediterraneo si impegna a collaborare per una gestione integrata e sostenibile

Siccità Po

Il Mediterraneo è pericolosamente esposto alla crisi climatica. La firma dell’Iniziativa di Roma sull’acqua spinge i 43 paesi aderenti a facilitare la gestione delle risorse idriche, la pianificazione degli investimenti, l’interazione transfrontaliera e i progetti sostenibili

Il Mediterraneo deve affrontare sfide idriche sempre più pressanti a causa dei cambiamenti climatici, del degrado ambientale e delle pressioni demografiche. Lo stress idrico è già una realtà in tutti i paesi del Mediterraneo meridionale e orientale, e il 70% della popolazione dell’Europa meridionale vive in zone soggette a stress idrico durante l’estate. Oltre 180 milioni di persone nella regione risultano in condizione di povertà idrica.

Sono questi e tanti altri i temi che verranno discussi in questi giorni a Roma al Forum Euromediterraneo sull’Acqua, in corso da oggi al 2 ottobre. In vista del forum, il 28 settembre si è tenuta alla Farnesina di Roma la seconda riunione ministeriale dell’Unione per il Mediterraneo sull’Acqua (UpM), che ha fornito ai 43 Stati membri dell’organizzazione un orientamento strategico per il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite relativi all’acqua. Erano presenti fra gli altri il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, e la commissaria europea all’Ambiente, Jessika Roswall.

Rappresentanti politici alla riunione dell'Unione per il Mediterraneo sull'Acqua, 28 settembre 2026

L’Iniziativa di Roma sull’acqua

Durante la riunione è stata lanciata l’Iniziativa di Roma, un piano concepito per facilitare la progettazione, il finanziamento e la gestione di sistemi idrici sostenibili nel Mediterraneo, oltre a contribuire allo sviluppo di competenze tecniche. L’incontro ha anche permesso alle delegazioni di riunirsi per esaminare i progressi compiuti e discutere le priorità per la cooperazione regionale nei prossimi anni. I rappresentanti hanno concordato di concentrare i propri sforzi sulla governance delle risorse idriche, sul nesso acqua-energia-cibo-ecosistemi, sui finanziamenti e sugli investimenti nel settore idrico, sulla digitalizzazione e su acqua e clima, oltre ad avallare tre documenti strategici per orientare l’azione regionale nel settore.

L’Iniziativa di Roma sull’Acqua, di cui al punto 21 della Dichiarazione ministeriale, contribuirà ad accelerare l’implementazione di azioni idriche sostenibili quanto mai necessarie, mobilitando investimenti e favorendo partenariati transfrontalieri per lo sviluppo delle capacità, lo scambio di conoscenze e la preparazione di progetti. Sebbene siano stati compiuti passi avanti nell’accesso all’approvvigionamento idrico, ai servizi igienico-sanitari e all’igiene nella regione, in molti paesi non è stata ancora raggiunta la sostenibilità finanziaria di questi sistemi. Pertanto, l’Iniziativa istituirà un quadro analogo a quello della Blue Mediterranean Partnership, l’iniziativa di riferimento dell’Unione per il Mediterraneo. In tal senso, consentirà di collegare, coordinare e potenziare le iniziative esistenti, aumentandone l’impatto e la visibilità.

“Il Mediterraneo è uno dei luoghi di biodiversità più grandi del mondo, ma anche uno dei luoghi più esposti al cambiamento climatico. Si sta riscaldando a una velocità superiore di circa il 20% rispetto alla media globale e ne stiamo già tutti osservando le conseguenze: siccità, inondazioni, scarsità d’acqua, incendi e una crescente pressione sui nostri ecosistemi. Il messaggio è dunque molto chiaro: dobbiamo agire”. Lo ha detto la commissaria europea per l’Ambiente, Jessika Roswall, a margine della seconda riunione Ministeriale dell’Unione per il Mediterraneo sull’Acqua, al ministero degli Esteri a Roma.
“È altrettanto evidente che non si tratti solo di una questione ambientale, ma anche di sicurezza, di economia e, naturalmente, sociale – ha aggiunto Roswall – Oggi 180 milioni di persone all’interno dell’area del Mediterraneo sono affette da scarsità d’acqua, ma anche da acqua inquinata. Quindi l’accesso sostenibile all’acqua è estremamente importante, e come possiamo usare l’acqua più efficientemente è davvero il cuore della cooperazione. E qui penso che l’Unione per il Mediterraneo abbia un ruolo molto importante da gestire”.
Secondo la commissaria, bisogna migliorare la collaborazione internazionale e la governance, avere una gestione dell’acqua più robusta, anche per affrontare la scarsità che ha colpito l’agricoltura e vari altri ambiti lavorativi, con conseguenze anche sulla sicurezza alimentare. Elementi che richiedono investimenti e obiettivi politici più ambiziosi.

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