Retribution, cosa succede nel finale? Il film con Liam Neeson svela chi c’è davvero dietro l’incubo di Matt

Retribution costruisce praticamente tutta la sua tensione attorno a una domanda: chi è davvero la persona che sta tormentando Matt Turner? Per quasi tutto il film, il protagonista interpretato da Liam Neeson corre per le strade di Berlino con una bomba sotto il sedile e i suoi figli intrappolati nell’auto, eseguendo gli ordini di una voce misteriosa. Ma è proprio negli ultimi minuti che ogni pezzo trova finalmente il suo posto. Attenzione: da questo momento l’articolo contiene spoiler sul finale di Retribution.

All’inizio Matt sembra essere soltanto la vittima di qualcuno deciso a vendicarsi. La voce al telefono gli comunica infatti che sotto il suo sedile è stata piazzata una bomba: se lui o i figli Zach ed Emily provassero a scendere dall’auto, l’ordigno esploderebbe. Matt deve quindi continuare a guidare e obbedire a richieste sempre più pericolose, mentre altri uomini legati alla sua società finanziaria vengono coinvolti negli attentati.

La situazione precipita quando Matt viene costretto a incontrare Anders Muller, suo collega e amico interpretato da Matthew Modine. L’uomo misterioso vuole che venga trasferita un’enorme somma di denaro e arriva persino a ordinare a Matt di sparare ad Anders. Matt, però, si rifiuta di farlo davanti ai suoi figli. Pochi istanti dopo l’auto di Anders esplode, apparentemente uccidendolo. È proprio qui che il film prepara il suo vero colpo di scena, perché Anders non è mai morto. È lui l’uomo dietro la voce che ha trasformato la giornata di Matt in un incubo.

Retribution
Retribution, fonte: Studiocanal

Il passaggio di un treno tra le due automobili gli aveva infatti permesso di uscire dal veicolo prima dell’esplosione e di simulare così la propria morte. Anders aveva orchestrato l’intero piano per impossessarsi di 208 milioni di euro e, contemporaneamente, costruire una storia nella quale tutte le prove avrebbero indicato Matt come responsabile degli attentati. Non si trattava quindi di una vendetta personale contro il protagonista. Matt era necessario soprattutto perché l’operazione finanziaria richiedeva il suo coinvolgimento. Anders aveva bisogno di lui per spostare il denaro e, una volta concluso il piano, intendeva lasciarlo come capro espiatorio. Aveva persino conservato una registrazione delle loro conversazioni da utilizzare per far ricadere su Matt la responsabilità di quanto accaduto.

Prima di scoprire tutto questo, però, Matt riesce finalmente a ottenere ciò che desiderava dall’inizio: mettere in salvo Zach ed Emily. Quando la polizia riesce a circondare la vettura, gli artificieri capiscono che il meccanismo a pressione dell’ordigno si trova soltanto sotto il sedile del conducente. I ragazzi possono quindi uscire senza far detonare la bomba, mentre Matt resta intrappolato all’interno. Una volta saputi al sicuro i figli, cambia completamente atteggiamento. Invece di arrendersi, sfugge alla polizia e costringe il suo aguzzino a mostrarsi, rifiutandosi di completare il trasferimento se non potrà incontrarlo faccia a faccia. È così che Anders è costretto a uscire allo scoperto.

Il confronto conclusivo avviene nuovamente all’interno dell’auto. Anders crede di avere ancora il controllo della situazione, ma Matt comprende che esiste un solo modo per fermarlo definitivamente. Accelera e porta volontariamente la macchina contro la barriera di un ponte, lasciandola precipitare verso l’acqua.
È una decisione estremamente rischiosa perché Matt sa che alzandosi dal proprio sedile attiverà l’ordigno. Ma è anche la sua unica possibilità. Si slaccia la cintura e cade nel fiume, mentre Anders rimane nell’auto: la bomba esplode e questa volta il personaggio di Matthew Modine muore davvero.

Retribution
Retribution, fonte: Studiocanal

Matt, invece, sopravvive all’esplosione. Il film non suggerisce che avesse la certezza di farcela: il protagonista sceglie di correre il rischio, allontanandosi dalla vettura e finendo sott’acqua prima della detonazione. Quando riemerge, la verità sul piano di Anders è ormai destinata a venire fuori. Il breve epilogo durante i titoli di coda completa infatti il quadro: gli attentati vengono collegati al piano di appropriazione dei 208 milioni di euro orchestrato da Anders e Matt collabora con l’Europol nelle indagini, liberandosi così delle accuse che avevano iniziato ad accumularsi contro di lui.

Ma il finale di Retribution chiude anche un’altra storia, iniziata molto prima che Matt trovasse una bomba sotto il sedile. All’inizio del film l’uomo è completamente assorbito dal lavoro, distante dalla moglie Heather e incapace di accorgersi davvero di ciò che sta succedendo nella vita dei suoi figli. Nel giro di poche ore viene invece costretto a scegliere continuamente tra denaro, sopravvivenza e famiglia.

Il gesto finale completa questa trasformazione. Matt arriva a rischiare consapevolmente la propria vita soltanto dopo aver saputo che Zach ed Emily sono al sicuro. Retribution non conferma che il matrimonio con Heather sia destinato a ricomporsi, ma lascia Matt profondamente diverso dall’uomo mostrato nelle prime scene: sopravvive alla bomba, smaschera Anders e soprattutto comprende quanto fosse vicino a perdere ciò che aveva trascurato per troppo tempo.

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