Il 22 e 23 ottobre il convegno annuale dell’Associazione nazionale Attività forestali regionali. Un momento per capire come evolve il patrimonio forestale pubblico, confrontare esperienze diverse e individuare pratiche efficaci da trasferire da una regione all’altra
Quanto conosciamo davvero i demani forestali regionali? Sappiamo quanto sono estesi, quali ambienti comprendono, come vengono gestiti e quali risultati produce nel tempo questa gestione? Sono domande che riguardano direttamente tecnici e amministrazioni, ma anche i cittadini, perché una conoscenza più precisa dei boschi pubblici permette di programmare meglio gli interventi, valutarne gli effetti e raccontare con maggiore trasparenza ciò che viene fatto.
Da questi temi ha preso le mosse il convegno annuale dell’Associazione nazionale Attività forestali regionali (Anarf) “Conoscere e comunicare la gestione nei Demani Forestali Regionali”, svoltosi il 22 e 23 ottobre tra la Basilica di San Francesco ad Assisi e il demanio forestale del Monte Subasio. Vi hanno partecipato 76 tecnici, funzionari e dirigenti forestali provenienti da 13 regioni italiane.
Uno degli aspetti emersi con maggiore chiarezza è la necessità di disporre di informazioni sui demani forestali regionali (Dfr) quanto più possibile dettagliate, aggiornate e confrontabili. Non soltanto dati sulla loro consistenza, ma anche sulle caratteristiche ambientali, sugli interventi realizzati e sui risultati della gestione. Informazioni di questo tipo consentono di capire meglio come evolve il patrimonio forestale pubblico, confrontare esperienze diverse e individuare pratiche efficaci da trasferire da una regione all’altra.
Il confronto ha riguardato la raccolta preventiva dei dati, il monitoraggio delle foreste pubbliche anche rispetto alle esperienze europee, il rapporto tra foreste, demani e sistemi naturalistici e il ruolo del Sistema informativo forestale nazionale (SINFor), del Programma rurale nazionale e dei flussi informativi destinati ai sistemi internazionali. Tutti i tecnici presenti sono stati inoltre coinvolti nell’individuazione dei dati e degli indicatori considerati più utili e delle modalità più semplici, coerenti e replicabili per raccoglierli e mantenerli aggiornati. Il risultato costituisce per Anarf una base di lavoro per rendere sempre più consapevole la gestione e meglio conosciuti i demani forestali.
Ma conoscere non basta: occorre anche riuscire a raccontare cosa significa gestire un bosco. Il 23 ottobre, nel demanio forestale del Monte Subasio, dopo la visita al Bosco di San Francesco gestito dal Fai, i partecipanti hanno potuto vedere in anteprima materiali, tecniche di comunicazione e modalità di coinvolgimento pensate per dialogare con associazioni e cittadini. Il giorno successivo, il 24 ottobre, queste idee sono state messe alla prova con la prima Giornata delle Foreste regionali, organizzata da Afor Umbria nel contesto delle attività di Anarf. Una prima assoluta e, allo stesso tempo, un evento pilota pensato per costruire un ponte tra chi gestisce i demani forestali e chi vuole capire meglio cosa accade nei boschi pubblici. La risposta è stata significativa: oltre 250 persone hanno partecipato alle diverse iniziative.
Il cuore della giornata è stato un percorso in cinque stazioni dedicato a gestione, biodiversità, benefici del bosco, prodotti della gestione forestale e ruolo di operatori e tecnici nella sicurezza di persone e infrastrutture. A questo si sono affiancati trekking, attività sulle erbe spontanee, esperienze legate al benessere, iniziative culturali e dimostrazioni sul tartufo.
L’esperienza del Monte Subasio suggerisce una prospettiva concreta: conoscere meglio i demani forestali regionali aiuta a gestirli meglio. Renderne comprensibili caratteristiche, scelte e risultati può avvicinare cittadini e gestori e favorire una maggiore consapevolezza del ruolo della gestione forestale.
Paolo Mori è membro del comitato scientifico Legambiente e direttore di Sherwood – Foreste ed Alberi Oggi
