I fuochi d’artificio dietro gli incendi di Los Angeles

Los Angeles incendi

Continuano gli incendi che da settimane devastano il sud della California. Tra le ipotesi un rogo di Capodanno ravvivato a Palisades, la zona maggiormente colpita

Los Angeles brucia. Non è ancora finita per la regione che da ormai due settimane è devastata da incendi che hanno causato notevoli danni. A oggi le vittime accertate sono 25, i dispersi 26 e oltre 150mila gli sfollati. Più di 12mila edifici sono stati distrutti dalle fiamme, così come migliaia di ettari di foreste e aree naturali. Durante la notte di mercoledì 15 gennaio un nuovo incendio è scoppiato nella metropoli, mettendo in allerta rossa 13 milioni di persone. Intanto è stato dichiarato lo stato di emergenza sanitaria per i fumi tossici e le particelle leggere trasportate nell’aria che possono provocare danni alla salute.

Le cause che hanno scatenato gli incendi, divampati in 5 punti differenti della contea, sono ancora da chiarire: le indagini degli esperti stanno cercando di ricostruire l’accaduto. Quel che è certo è che la siccità, che ha colpito duramente Los Angeles negli scorsi mesi, ha reso il terreno arido e la vegetazione molto secca. E i venti di Santa Ana, che hanno origine dalla zona desertica degli Stati Uniti e sono noti in California per essere particolarmente caldi e intensi, hanno alimentato le fiamme e reso difficili le operazioni di spegnimento.

Secondo la Whisker Lab, una società che si occupa di monitorare la rete elettrica statunitense per prevenire la diffusione di incendi, poche ore prima che le fiamme divampassero, ci sarebbero stati guasti alle linee elettriche, proprio nelle vicinanze del rogo di Hurst. Un’altra ipotesi che si sta facendo strada è quella avanzata dal Washington Post, secondo la quale ci sarebbe un precedente rogo, divampato la notte di Capodanno, all’origine dell’incendio più vasto e distruttivo, che ha interessato la zona nord-est del quartiere di Pacific Palisades. Secondo i residenti quel primo incendio era stato causato dai fuochi d’artificio.

“Fin dall’inizio dell’incendio di martedì, le autorità sapevano che il fumo era partito da un tratto di Temescal Ridge, nelle montagne di Santa Monica, dove si era verificato il precedente incendio, che i residenti ritengono sia stato innescato dai fuochi d’artificio”

La notte di Capodanno i venti erano relativamente deboli e alle 4:46 del mattino, dopo circa 4 ore di lavoro, il dipartimento dei vigili del fuoco di Los Angeles ha riferito che le fiamme erano state spente e che le operazioni di pulizia sarebbero continuate “per garantire che non si verificassero focolai”. Tuttavia ciò non è avvenuto o comunque non è bastato, per scongiurare il fenomeno di reignizione che si verifica quando venti intensi ravvivano focolai sotterranei rimasti latenti.

Grazie alle immagini satellitari, il Washington Post ha identificato la cicatrice dell’incendio di Capodanno, che confrontate con quelle di martedì 7 gennaio alle 10:45 (circa 20 minuti dopo dell’inizio dell’incendio di Palisades), indicano che l’origine del fumo è sovrapposta alla bruciatura lasciata dall’incendio di Capodanno.