Abbiamo un problema con la scuola italiana: cosa si potrebbe fare per riprendere la strada giusta

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Abbiamo un problema con la scuola italiana: cosa si potrebbe fare per riprendere la strada giusta

Nella scuola italiana ci sarebbe davvero tanto lavoro da fare. Noi abbiamo provato ad immaginarla in questo modo qui.

La scuola italiana è divisa a metà tra inferno e paradiso. Da un lato sicuramente può fondare le proprie basi su una cultura che tutto il mondo ci invidia, dall’altro però è ancora schiava di sistemi d’insegnamento ormai vetusti, che non trovano più riscontri in questa epoca. Spesso capita di sentire ragazzi “annoiarsi” a scuola o peggio ancora ritenere che ciò che stanno imparando non gli servirà a nulla ed hanno ragione, perché la nostra scuola, per com’è fatta, non ti prepara al mondo che c’è là fuori.

Autonomia agli istituti e dignità agli insegnanti

Noi abbiamo provato ad immaginare un ipotetico percorso di riforma da seguire per stravolgere definitivamente la scuola italiana e portare al battesimo un nuovo metodo. Per prima cosa la riforma dovrebbe partire dai docenti. Bisognerebbe garantire un accesso più rapido all’insegnamento, basta concorsi e concorsini vari, ci vorrebbe un iter più snello, con un accesso legato alle lauree magistrali senza tutti i giri che ci sono attualmente, magari con un anno di praticantato sul campo prima dell’immissione a ruolo. Si potrebbe poi creare una carriera più meritocratica per gli insegnanti, magari con l’assunzione di maggior responsabilità.

Si potrebbe poi snellire tutta la burocrazia attuale di docenti e dirigenti scolastici che a volte passano più tempo a compilare moduli che ad insegnare. Bisognerebbe dare maggiore autonomia gestionale e finanziaria ai singoli istituti perché ogni territorio è diverso ed ha le sue esigenze e magari aumentare gli stipendi ai docenti per dargli maggiore dignità. Pugno duro, durissimo per quegli studenti che si macchiano di bullismo sia nei confronti dei compagni che degli stessi insegnanti.

Addio al registro elettronico, benvenuti laboratori a scelta

Inoltre bisognerebbe dismettere questo famoso registro elettronico. Non si tratta di romanticismo, ma di rispetto delle persone. I ragazzi devono essere liberi di dire ai propri genitori il risultato che hanno ottenuto, positivo o negativo che sia. Questo iper-controllo da parte dei genitori che riescono a vedere con un’app in tempo reale dove sono i figli e che voti stanno prendendo non sta facendo altro che creare una generazione in perenne ansia da prestazione. Allentiamo la presa da questo punto di vista, diamo fiducia ai ragazzi, ci sono poi sempre gli incontri scuola famiglia.

Dal punto di vista della didattica poi bisognerebbe prendere ad esempio diversi Paesi europei e la stessa America, che allungano l’orario scolastico sino al pomeriggio, incrementando il numero di attività per gli studenti. Questo non solo aiuterebbe la famiglia a far conciliare meglio il lavoro, ma darebbe la possibilità ai ragazzi di stare più tempo insieme, costruire più rapporto con i propri compagni e permetterebbe alla scuola di allungare i programmi a materie fuori dagli schemi che potrebbero però appassionare i ragazzi.

Immaginate ora una scuola come quella che conosciamo oggi, che dopo pranzo si trasforma. Non sono più i professori ad andare dai ragazzi, ma i ragazzi a cambiare aula e andare a seguire il laboratorio a cui si sono iscritti a inizio anno. Si potrebbe fare sport, teatro, studiare cinema, letteratura moderna, magari le materie potrebbero essere anche scelte tra un ventaglio di proposte dagli stessi studenti.

Tanti classi e molti più amici

Questo permetterebbe ai ragazzi di appassionarsi a un qualcosa e vedere nella propria scuola uno scopo e allargherebbe anche i rapporti. Non esiste più una classe unica, ma tante classi con cui condividere le proprie passioni. Succede così che ti ritrovi con gli amici del teatro, con quelli del laboratorio di scienze o di lingue perché no. Magari si potrebbe mettere in piedi anche un laboratorio al 5° anno di superiori per insegnare ai ragazzi come si scrive correttamente un curriculum, come ci si approccia ad un colloquio di lavoro, come si scrive un’email in maniera corretta in base al nostro interlocutore.

Insomma ci sarebbero infinite possibilità per dare ai nostri giovani tutti gli strumenti per essere migliori. Naturalmente tutto questo prevede investimenti decisamente importanti per il futuro, ma sarebbero investimenti che tornerebbero indietro con gli interessi grazie ad una generazione culturalmente più elevata e pronta ad affrontare la vita.

Abbiamo un problema con la scuola italiana: cosa si potrebbe fare per riprendere la strada giusta
Antonio Russo