Uno stop al rincaro selvaggio degli affitti nelle città soffocate dall’overturism e dalle rendita immobiliare o un attentato al diritto di proprietà? Mentre giunge a compimento l’attesa svolta della Commissione Ue contro la crisi abitativa, nelle capitali europee si accende il confronto politico sulle norme in procinto di essere introdotte.
Affordable Housing Act
A dividere, in particolare, sono le misure sugli affitti brevi. “Saranno utili in molte città ma dobbiamo ammettere che ciò è ben lungi dal risolvere tutti i nostri problemi. Tutt’altro”, ha sottolineato lo stesso commissario Ue all’Edilizia abitativa, Dan Jorgensen, riconoscendo i limiti della nuova proposta di regolamento presentata da Palazzo Berlymont.

Di fatto l’unico elemento che introduce l’Affordable Housing Act è quello di dare agli enti locali la possibilità di definire una zona sotto pressione abitativa, ovvero in cui i prezzi di vendita delle case superano di otto volte il reddito disponibile annuo pro capite. In tal caso le autorità locali potranno introdurre limiti agli affitti per locazioni turistiche senza incorrere in ricorsi per violazione delle norme del mercato interno, come la ben nota direttiva Servizi.
Il testo prevede che al di sopra di 10, la soglia è considerata sufficientemente elevata e significativa da non rendere necessario, in aggiunta, prendere in esame gli ultimi 10 anni. L’Affordable Housing Act introduce, per la prima volta, un quadro comune europeo per la valutazione delle misure in materia di edilizia abitativa che incidono sul mercato unico.
La decisione se intervenire e quali misure adottare spetta alle autorità competenti; le scelte di politica abitativa rimangono di competenza nazionale, regionale e locale.
“Giù le mani dalla casa”
Il tema della caro-affitti e del diritto alla casa era stato uno dei punti su cui i socialisti Ue avevano insistito per poter appoggiare un secondo mandato di Ursula von der Leyen alla Commissione europea.
Tutto il centrodestra ha comunque promesso battaglia in Parlamento europeo. FdI ha accusato la Commissione di “comprimere il diritto di proprietà” e invadere le competenze nazionali, con il rischio di ridurre l’offerta, frenare gli investimenti e rendere le case meno accessibili.
Forza Italia ha chiesto di ritirare o riscrivere la proposta mentre la Lega ha avvertito: ‘giù le mani dalla casa, il diritto di proprietà resta inviolabile’.
L’articolo Affitti brevi, svolta Ue: se c’è stress abitativo, via libera ai limiti. Un attentato al diritto di proprietà? proviene da Blitz quotidiano.
