Allarme Eurispes: un italiano su tre ha esperienza diretta con le gang giovanili

Una recente indagine Eurispes dal titolo ‘La criminalità giovanile. Fra rappresentazione e realtà” mette in luce una diffusione significativa della conoscenza, diretta e indiretta, del fenomeno delle gang giovanili nella popolazione italiana. Il 37,4% dei cittadini dichiara infatti di essere venuto a conoscenza, tramite persone vicine, di situazioni problematiche legate a bande giovanili, mentre circa un terzo riferisce esperienze personali. Tra questi ultimi, il 17% segnala episodi di minacce o insulti, il 9% furti e il 7,7% aggressioni fisiche, con oltre la metà del campione (57,5%) che afferma di non aver mai sporto denuncia.

Lo studio

Secondo il presidente dell’Eurispes, Gian Maria Fara, “la devianza giovanile è uno dei fenomeni più delicati e complessi della nostra società. Ad alcuni ragazzi il futuro è stato semplicemente negato, arruolati dalla criminalità organizzata, o esclusi da un normale percorso scolastico e dal sostegno di una famiglia”.

Lo studio evidenzia anche il ruolo dei social network nel rafforzare e amplificare tali dinamiche. Fara sottolinea come i “social network si rivelano spesso strumenti che amplificano i comportamenti devianti, facendone modelli accattivanti, diffondendone l’esempio, disumanizzando le vittime e desensibilizzando gli autori, normalizzando condotte violente e abusanti”. In particolare, i social media funzionano “da cassa di risonanza e strumento di reclutamento per la criminalità giovanile”, con una crescente sovrapposizione tra dimensione digitale e reale. TikTok emerge come la piattaforma più coinvolta, dove contenuti violenti non espliciti circolano e vengono amplificati dagli algoritmi, contribuendo alla visibilità delle gang e delle loro faide.

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