Alle scuole elementari gli studenti italiani hanno grandi difficoltà in matematica: chi raggiunge almeno il livello base diminuisce, rispetto alla passata rilevazione Invalsi, di circa 3 punti percentuali sia in seconda che in quinta elementare e sono poco più del 60%.
La rilevazione Invalsi
Dunque quasi il 40% non raggiunge il livello minimo di competenze e rispetto al 2019; ovvero, rispetto a prima del Covid, c’è un calo nei risultati medi di circa l’8-10% (erano oltre il 70%).

E se migliorano in Italiano gli studenti dell’ultimo anno delle superiori – a livello nazionale, la quota di chi raggiunge almeno il livello obiettivo passa, infatti, dal 52% del 2025 al 54% -, in terza media la quota nazionale di chi raggiunge almeno il livello base scende dal 59% al 57%, e alle elementari, soprattutto in seconda, c’è un calo importante, tanto che il ministro suggerisce “più grammatica e meno tablet”, mentre Invalsi confida nei nuovi programmi scolastici.
Il dato più preoccupante del Rapporto Invalsi 2026 è questo ma il report contiene anche buone notizie: la più importante riguarda la dispersione scolastica, ovvero l’abbandono precoce degli studi.
Nel 2025 si è attestato all’8,2% e, secondo le stime Invalsi che oggi ha pubblicato il rapporto 2026, potrebbe scendere al 7,3% nel 2026. Si conferma così, con ampio anticipo, il superamento del traguardo del 9% fissato dall’Unione Europea per il 2030, consolidando un risultato di rilievo per il sistema educativo italiano.
A calare è anche la dispersione scolastica implicita che riguarda gli studenti e le studentesse che, pur portando a termine il proprio percorso di istruzione, non raggiungono livelli adeguati negli apprendimenti di base
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