Dal 5 all’8 ottobre a Nadi, nel Pacifico, la pre-Cop31. I leader dei piccoli paesi-arcipelago, minacciati dall’innalzamento dei mari, vogliono attirare l’attenzione del mondo sulla loro realtà resa drammatica dalle conseguenze del cambiamento climatico. Attesi 4000 delegati
Gli occhi del mondo devono essere rivolti alle isole che rischiano di sparire. Per questo si sta svolgendo a Nadi, nelle isole Fiji, la conferenza preparatoria alla Cop 31 sul clima. I leader dei piccoli paesi-arcipelago del Pacifico, minacciati dall’innalzamento dei mari, vogliono attirare l’attenzione del mondo sulla drammatica realtà che vivono personalmente a causa del riscaldamento globale. Nella riunione pre-COP (pre-Conferenza sul clima) che si è aperta lunedì alle isole Fiji, ministri, negoziatori e dirigenti sono riuniti fino a giovedì 8 ottobre per far progredire i negoziati sul clima, in vista della COP31, la grande conferenza sul clima sotto l’egida dell’ONU, che si terrà in novembre nella città turca di Antalya.
L’Australia ha indicato che all’incontro sull’isola oceanica sono attesi circa 4000 delegati di 60 paesi.
“Il nostro primo ministro trasmetterà tre messaggi chiari ai dirigenti: mantenere come realizzabile l’obiettivo di massimo aumento di temperatura di 1,5 gradi, fare in modo che i finanziamenti raggiungano le comunità che ne hanno bisogno e accordare all’oceano il posto che gli appartiene nel regime climatico”, ha dichiarato la ministra figiana del clima Lynda Tabuya durante la cerimonia di apertura.
Secondo un rapporto del segretariato generale dell’ONU pubblicato in agosto, il livello dei mari si solleva a ritmi record, sotto l’effetto del riscaldamento degli oceani e della fusione dei ghiacciai. Questo potrà costringere 1,2 miliardi di persone nel mondo a restare dislocate da ora al 2050.
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I paesi insulari dovranno affrontare un innalzamento del livello del mare due volte superiore alla media mondiale. Il rapporto denuncia anche un deficit nei finanziamenti: i paesi in via di sviluppo, che avranno bisogno di fondi fra 310 e 363 miliardi di dollari per adattarsi, potranno disporre soltanto di 26 miliardi di dollari, stando ad analisi del 2023.
I leader della regione, guidati dall’Australia, hanno presento la pre-COP come l’occasione per attirare l’attenzione del mondo sul Pacifico. Il ministro australiano incaricato del clima e presidente dei negoziati della COP31, Chris Bowen, ha sottolineato che le discussioni verteranno sulla “raccolta, la valorizzazione e la messa in opera delle conoscenze di chi si trova in prima linea davanti al cambiamenti climatico”.
Il responsabile dell’Onu per il clima Simon Stiell, in un discorso pubblico di lunedì 5 ottobre, ha anche sollevato l’attenzione sugli impatti delle ondate di calore sulle gravidanze. “Le ondate di calore estreme legate al cambiamento climatico durante la gravidanza sono sempre più spesso associate a nascite premature, a nati morti, a minore peso alla nascita e a complicazioni per la madre”, ha dichiarato.
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