“Nessuno poteva immaginarsi una situazione del genere, altrimenti sarebbe stato nostro dovere denunciarla. Per noi è stata una vicenda del tutto inaspettata”. A dirlo è l’avvocato Fabio Scaffidi Fonti, legale di Maurizio Rao, padre di Beatrice, la bambina di due anni morta a Bordighera il 9 febbraio scorso. Per la morte della piccola sono stati arrestati la madre, Emanuela Aiello, e il compagno Emanuel Iannuzzi, accusati dalla Procura di maltrattamenti aggravati che avrebbero causato il decesso della minore.
Rao, detenuto nel carcere di Sanremo per altra causa al momento dei fatti, continua a chiedere notizie delle altre due figlie, con le quali non avrebbe più contatti da circa otto mesi. Rao “chiede costantemente delle bambine. È l’unica cosa che lo tiene in vita. Cerca disperatamente la possibilità di avere un colloquio con loro – ha detto l’avvocato -, di incontrarle o almeno sentirle telefonicamente”.
Secondo la ricostruzione della difesa di Rao, i familiari paterni non avrebbero avuto modo di comprendere la gravità della situazione vissuta dalle minori. “La madre teneva le figlie isolate e non consentiva contatti diretti con la famiglia paterna. Dopo l’allontanamento di Rao dall’abitazione, i rapporti si sono progressivamente interrotti”. Il legale sostiene inoltre che nessuno tra i parenti del padre fosse a conoscenza delle condizioni dell’appartamento in cui vivevano le bambine. “Fino alla morte della piccola Beatrice non avevamo mai visto quell’abitazione – ha detto – e ignoravamo le condizioni igienico-sanitarie nelle quali le minori erano costrette a vivere”. La notizia della morte della figlia e delle successive indagini sarebbe stata appresa da Rao durante la detenzione attraverso i propri legali e gli organi di informazione. “È distrutto. L’unica cosa che desidera oggi è poter riabbracciare le sue bambine”. Rao ha dato mandato al proprio legale di depositare una formale denuncia per omissione di soccorso proprio nei confronti di Iannuzzi.

Iannuzzi trasferito in un altro carcere
Emanuel Iannuzzi è stato intanto trasferito in regime di isolamento nel carcere di Genova Pontedecimo da quello di Sanremo in cui si trovava. La decisione è stata presa per evitare che si potesse incontrare con Rao.
Nello stesso giorno in cui il 42enne è finito in manette per la morte della bambina, i Carabinieri hanno arrestato anche il padre di Iannuzzi. L’arresto è scattato al termine delle perquisizioni decise a seguire dell’indagine sui maltrattamenti sulla piccola Beatrice. I militari hanno setacciato la cantina dell’anziano scoprendo un quantitativo impressionante di materiale esplosivo: due chili di tritolo e la relativa miccia. Il padre di Iannuzzi è ora rinchiuso nel carcere di Sanremo per il possesso dell’esplosivo. Una ragione in più che ha portato l’istituto di pena a decidere il trasferimento a Genovcaquarantaduenne a Genova è diventato l’unica soluzione possibile per l’istituto di pena.
L’articolo Beatrice morta a 2 anni, il padre naturale (anche lui in carcere) vuole vedere le altre sue figlie. Il legale: “È distrutto” proviene da Blitz quotidiano.
