È stato arrestato Manuel Iannuzzi, 42 anni, compagno della donna la cui figlia di due anni è stata trovata morta a Bordighera il 9 febbraio scorso. L’uomo è stato arrestato con l’accusa di maltrattamenti aggravati dalla morte della bambina.
La bambina era stata trovata morta nella casa della madre la mattina del 9 febbraio dai soccorritori chiamati dalla donna che sosteneva che la piccola aveva difficoltà a respirare. Tuttavia i soccorritori avevano notato alcuni lividi e macchie sul corpicino che consigliarono di chiamare i Carabinieri e il medico legale che, dopo l’esame esterno, sostenne che la morte era avvenuta qualche ora prima, ovvero durante la notte.

La donna, interrogata in caserma, raccontò che i lividi sul corpo della bambina erano dovuti a una caduta dalle scale di qualche giorno prima e di aver passato la notte tra l’8 e il 9 febbraio assieme alle tre figlie in casa del suo nuovo compagno, a Perinaldo. Al risveglio avrebbe preso le tre bambine e sarebbe tornata a casa in macchina. Le contraddizioni della donna e la comparazione del racconto con l’analisi delle telecamere di sorveglianza e le parole di alcuni testimoni convinsero in un primo momento i carabinieri ad arrestare la donna, arresto che però non venne convalidato dal gip. Il giudice, però, emise un’ordinanza di custodia cautelare in carcere e la donna venne trasferita nel carcere di Genova Pontedecimo, dove si trova tuttora.
L’esame autoptico rivelò la presenza di numerose lesioni e un trauma cranico come cause del decesso. I carabinieri del Ris di Parma incaricati di eseguire rilievi e sequestri, trovarono tracce di sangue nell’auto della donna e nell’abitazione del compagno a Perinaldo. L’uomo venne indagato a piede libero e stamani è stato arrestato. Anche la donna ha ricevuto in carcere un’ordinanza di custodia cautelare analoga.
“L’ha messa sott’acqua per vedere se respirava”
“Quella mattina per farla riprendere l’hanno tenuta sott’acqua, poi le hanno dato dello zucchero” ma non si sono rivolti ai medici e la piccola non si è mai ripresa. L’agghiacciante particolare della morte della bimba di due anni è stato fornito agli inquirenti dalle due sorelline della piccola uccisa a Bordighera. Il particolare è emerso durante la conferenza stampa del procuratore di Imperia Alberto Lari che ha coordinato le indagini dei carabinieri sulla morte della bambina. Dopo essere state allontanate dal nucleo familiare e inserite in una struttura protetta, le bambine hanno iniziato un percorso psicologico che, secondo le relazioni acquisite agli atti, avrebbe portato a un “miglioramento incredibile” e a una maggiore consapevolezza di quanto avevano vissuto. Le due bambine hanno raccontato agli psicologi e poi al pubblico ministero una versione dei fatti completamente diversa rispetto a quella fornita nelle prime ore successive alla morte della bambina che, secondo gli investigatori, erano state concordate e suggerite dalla madre e dal suo compagno.
Trovate le foto della piccola dopo i pestaggi
E la ricostruzione inquietante di quanto accaduto non si ferma qui. Foto della piccolina con il volto tumefatto che la ritraggono dopo i pestaggi e persino un video in cui alla bambina, appena due anni, viene imposto di fumare una sigaretta mentre gli adulti ridono e lei scoppia in lacrime. Sono alcuni degli elementi trovati nel telefono cellulare sequestrato a Manuel Iannuzzi, arrestato all’alba dai Carabinieri con l’accusa di maltrattamenti aggravati continuati ai danni della minore. Mamma Emanuela A. è indagata in concorso per lo stesso reato e in carcere dal giorno della morte della figlia.
L’articolo Bimba morta a Bordighera, foto dopo i pestaggi e video in cui la piccola è costretta a fumare: arrestato il compagno della madre proviene da Blitz quotidiano.
