Il 4 aprile il presidente Lula da Silva ha insignito il cacicco Raoni, 93 anni, della Gran Croce dell’Ordine al Merito Nazionale, la più alta onorificenza dello Stato brasiliano, per la vita spesa in difesa dell’ambiente. Il capo indigeno ha fatto un accorato appello sui rischi delle esplorazioni petrolifere nell’area equatoriale
Il presidente del Brasile Luiz Inácio Lula da Silva ha decorato il cacicco Raoni Metuktire, tra i più autorevoli e riconosciuti leader indigeni al mondo, con la Gran Croce dell’Ordine al Merito Nazionale, la più alta onorificenza conferita dallo Stato brasiliano. Raoni Metuktire, classe 1932 (anno più, anno meno, non si conosce la data esatta), è il cacicco capo della tribù indigena dei Kayapò, e da settant’anni si batte per la resistenza indigena e la tutela della Foresta amazzonica. Divenuto famoso a livello internazionale grazie al regista Jean Pierre Dutilleux che nel 1977 ha presentato il documentario “Raoni” al Festival di Cannes, nel novembre 2012 Raoni era stato ricevuto anche dal Presidente francese François Hollande all’Eliseo. In quell’occasione, aveva lanciato un appello per la salvaguardia dell’Amazzonia e dei popoli che vivono nella regione.
Il 4 aprile scorso il Presidente Lula ha conferito l’onorificenza a Raoni durante una cerimonia avvenuta in un villaggio della riserva indigena Capoto-Jarina, nello stato del Mato Grosso.
Il Presidente Lula ha elogiato il lavoro svolto dal cacicco, che ha portato alle conquiste indigene degli ultimi decenni. Ha inoltre riconosciuto che il capo Raoni Metuktire incarna la saggezza e la conoscenza, attirando l’attenzione sia a livello nazionale che internazionale.
“È con grande gioia che offriamo questo riconoscimento assegnando al capo Raoni Metuktire la Gran Croce dell’Ordine Nazionale del Merito, la più alta onorificenza conferita dallo Stato brasiliano. Guerriero instancabile nella difesa dei popoli indigeni, dell’ambiente e dell’Amazzonia, il nostro caro Raoni rimane attivo nella sua nobile missione di condividere la cultura indigena e promuovere il rispetto per i popoli indigeni e la foresta”, ha sottolineato Lula. “Siamo un governo che rispetta i popoli indigeni e siamo pienamente consapevoli del ruolo dei popoli indigeni nella tutela della foresta e nella nostra lotta contro il cambiamento climatico”. Ha poi proseguito “senza la protezione delle popolazioni indigene, la crisi climatica porterebbe a eventi più estremi. I popoli originari sono fondamentali per raggiungere l’obiettivo della deforestazione zero in Amazzonia entro il 2030″.
Dal canto suo, Raoni ha ringraziato per il riconoscimento e ha fatto appello al presidente affinché il governo rinunci alle esplorazioni petrolifere alla foce del Rio delle Amazzoni, regione conosciuta come Margine equatoriale. “Non credo valga la pena esplorare quel petrolio”, senza le trivelle “avremo un ambiente e una terra meno inquinati. Sono uno sciamano, ho avuto contatti con gli spiriti e so che in caso contrario potremmo avere conseguenze molto gravi che non saremo in grado di fermare”, ha concluso.
Il Margine Equatoriale, che si estende dallo stato di Amapá a quello di Rio Grande do Norte, è considerato un’area promettente per la produzione di petrolio. Intanto, mentre gli ambientalisti mettono in guardia dai rischi per la biodiversità, il governo valuta il potenziale economico dell’esplorazione.
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