Caldo record, il 2026 verso l’anno più bollente di sempre: mari roventi e Italia nella morsa dell’anticiclone

Il 2026 potrebbe entrare nella storia come l’anno più caldo mai registrato a livello globale, superando anche il precedente primato del 2024. Secondo i dati del sito specializzato Climate Reanalyzer dell’Università del Maine, al 31 luglio la temperatura media dell’emisfero Nord ha raggiunto i 22,72 gradi, lo stesso valore registrato nel 2023. Il dato supera invece quello del 2024, quando la media si era fermata a 22,37 °C, anno che finora detiene il record mondiale di caldo. L’andamento delle temperature conferma una tendenza ormai consolidata verso un progressivo aumento del riscaldamento globale.

Mari sempre più caldi: il fattore decisivo

A spingere il 2026 verso il possibile primato sono soprattutto le temperature degli oceani. Secondo Climate Pulse, il servizio dell’Ecmwf collegato al programma europeo Copernicus, il 4 agosto la temperatura media dei mari, escludendo le aree polari, ha raggiunto 21,04 gradi. Un valore superiore rispetto allo stesso giorno del 2024, quando era stata di 20,93 °C, e al 2023, con 20,98 °C. Il dato risulta inoltre molto più alto rispetto alla media del periodo 1991-2020, che si attestava a 20,42 °C. Il riscaldamento delle acque marine rappresenta quindi uno degli elementi principali alla base dell’aumento delle temperature globali.

Italia nella morsa del caldo: luglio da record

Anche l’Italia sta vivendo una fase climatica eccezionale. Il mese di luglio 2026 è stato infatti il più caldo mai registrato nel Paese, superando persino il precedente record del luglio 2003. Secondo gli esperti, però, la situazione attuale è diversa rispetto a 23 anni fa: oggi le ondate di calore non rappresentano più episodi isolati, ma sembrano essere diventate una caratteristica sempre più frequente delle estati italiane. A dominare il clima è ormai la presenza costante dell’anticiclone africano, che ha sostituito quello delle Azzorre. Sul futuro immediato pesa l’incertezza. Lorenzo Tedici de iLMeteo.it avverte: “Il timore fondanto è che fino al 18 agosto non cambi assolutamente nulla”. “La prepotenza di questa alta pressione sembra destinata a dominrae ancora a lungo”.

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