Con l’arrivo della primavera, anche sulle strade italiane cambiano le regole per gli automobilisti. Dal 15 aprile, infatti, termina l’obbligo di circolare con dotazioni invernali, come pneumatici M+S o catene a bordo, su gran parte della rete stradale.
Questo significa che è possibile tornare a montare gomme estive, ma non per tutti si tratta di un obbligo immediato. A differenza del passaggio alle invernali, che scatta automaticamente il 15 novembre, il cambio stagionale primaverile lascia più margine di scelta.
Chi monta pneumatici invernali con codice di velocità conforme a quanto indicato sulla carta di circolazione può continuare a utilizzarli anche oltre il 15 maggio. Lo stesso vale per chi utilizza gomme “all season”, progettate per adattarsi a tutte le condizioni climatiche durante l’anno.
Obblighi, eccezioni e rischio multe
Nonostante la maggiore flessibilità, esistono casi in cui il cambio gomme è obbligatorio. Gli automobilisti che utilizzano pneumatici invernali con codice di velocità inferiore rispetto a quello riportato a libretto devono sostituirli entro il 15 maggio.
In caso contrario, si rischiano sanzioni pesanti: le multe possono variare da 430 a 1.731 euro, con la possibile conseguenza del ritiro della carta di circolazione, come previsto dal Codice della strada.
Il codice di velocità, indicato da una lettera sia sul pneumatico sia nei documenti dell’auto, rappresenta la velocità massima sostenibile dalla gomma. È quindi fondamentale verificare questo parametro prima di decidere se effettuare o meno il cambio stagionale.
Sicurezza, usura e manutenzione: perché conviene cambiare
Anche quando non è obbligatorio, continuare a usare gomme invernali durante la stagione calda non è consigliabile. Su asfalto caldo, infatti, le prestazioni peggiorano sensibilmente: aumentano gli spazi di frenata, la guida diventa meno precisa e il consumo degli pneumatici accelera.
Il cambio gomme rappresenta anche un’occasione utile per controllare lo stato generale del veicolo. È importante verificare l’usura del battistrada, che per legge non deve scendere sotto 1,6 millimetri, e controllare eventuali danni come crepe o deformazioni.
Anche l’età delle gomme incide: pneumatici con più di 7-8 anni possono aver perso elasticità e aderenza. Durante l’intervento, il gommista può inoltre controllare l’assetto, la convergenza e lo stato dei freni, prevenendo problemi futuri.
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