È l’allarme lanciato dall’ultimo rapporto Emissions Gap dell’Unep. Le stime indicano che l’aumento delle temperature medie globali a fine secolo sarà almeno di 2,5 gradi nelle più ottimistiche prospettive. Ben oltre gli obiettivi imposti dall’Accordo di Parigi
Se le emissioni continueranno al ritmo attuale, l’aumento delle temperature medie globali a fine secolo sarà compreso tra 2,5 e 2,9 gradi. Ben oltre gli obiettivi imposti dall’Accordo di Parigi. Lo rileva l’Emissions Gap Report 2023 dell’Unep, pubblicato il 20 novembre, prima dell’inizio del vertice Cop28 in programma a Dubai dal prossimo 30 novembre. Il claim è chiaro: “Il mondo si sta dirigendo verso un aumento della temperatura di gran lunga superiore agli obiettivi dell’Accordo di Parigi, a meno che i Paesi non facciano di più di quanto hanno promesso”. Gli eventi estremi si intensificano, lìingiustizia climatica cresce.
Il rapporto è la 14a edizione di una serie di studi che riunisce molti dei migliori scienziati del clima del mondo per esaminare le tendenze future delle emissioni di gas serra e fornire potenziali soluzioni alla sfida del riscaldamento globale.
Secondo i dati, ci sono stati progressi dalla firma dell’Accordo di Parigi nel 2015, quando si prevedeva che le emissioni di gas serra nel 2030 sarebbero aumentate del 16%. Oggi l’aumento previsto è del 3%. Tuttavia, le emissioni di gas serra previste per il 2030 dovrebbero ancora diminuire del 28% per contenere il riscaldamento entro la soglia dei 2°C di riscaldamento e addirittura del 42% per il percorso all’ambizioso obiettivo di 1,5°C.
Allo stato attuale, l’attuazione degli NDC incondizionati (Nationally Determined Contributions, le promesse dei governi di tutto il mondo in termini di riduzione delle emissioni di gas serra, previsti dall’Accordo di Parigi) consentirebbe al mondo di limitare l’aumento della temperatura a 2,9°C rispetto ai livelli preindustriali in questo secolo. La piena attuazione degli NDC condizionati (con aiuti finanziari esterni) lo ridurrebbe invece a 2,5°C. Un valore comunque troppo elevato.
“Sul riscaldamento globale siamo fuori strada”. È il monito del segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, che sprona la comunità internazionale a mettere in campo “un’azione drastica sul clima ora”. “Il rapporto di oggi sul divario delle emissioni – avverte Guterres – mostra che, se non cambia nulla, nel 2030 queste ultime saranno di 22 miliardi di tonnellate superiori a quelle consentite dal limite di 1,5 gradi. Si tratta più o meno del totale delle attuali emissioni annuali di Usa, Cina e Ue messe insieme”,
L’Unep insiste: “si potrebbe limitare l’aumento della temperatura a 2 gradi. Tuttavia, gli impegni net zero non sono attualmente considerati credibili: nessuno dei Paesi del G20 sta riducendo le emissioni a un ritmo coerente con questi obiettivi». E anche nello scenario più ottimistico, “la probabilità di limitare il riscaldamento globale a 1,5 gradi è solo del 14%”.
Il rapporto ha analizzato le modalità con cui un’attuazione più incisiva possa aumentare le possibilità che la prossima serie di NDC, prevista per il 2025, riduca le emissioni di gas serra nel 2035 a livelli coerenti con i percorsi di 2°C e 1,5°C. Esamina, inoltre, il potenziale e le criticità dei metodi di rimozione del biossido di carbonio, come le soluzioni basate sulla natura e la cattura e lo stoccaggio diretto del carbonio nell’aria.
Leggi anche SPECIALE COP 28 A DUBAI
