Colombia, stop all’abbattimento degli ippopotami di Escobar

Ippopotami

Il futuro ministro dell’Ambiente della Colombia, Fabio Arjona, designato dal presidente eletto Abelardo de la Espriella, ha escluso il ricorso all’abbattimento degli ippopotami introdotti negli anni Ottanta da Pablo Escobar, mettendo in discussione il piano varato dal governo di Gustavo Petro lo scorso aprile. Di fronte a “un’emergenza ambientale senza precedenti” causata dalla diffusione della specie invasiva, e con il rischio concreto di arrivare a 500 esemplari entro il 2030 infatti, il governo di Bogotà aveva autorizzato l’abbattimento controllato di decine di animali (80 ogni anno) tramite eutanasia, dopo aver constatato il totale fallimento di ogni altra via diplomatica, logistica o sanitaria.

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“Il controllo letale non è la soluzione”, ha dichiarato invece Arjona ai media locali, proponendo nuovamente strategie alternative come sterilizzazione e trasferimento degli animali. La posizione ha suscitato le critiche di esperti e autorità ambientali, secondo cui rinunciare a uno degli strumenti previsti rischia di aggravare la diffusione della specie invasiva, oggi stimata tra 280 e 300 esemplari.

Il programma approvato nel 2026 prevedeva l’abbattimento di un numero definito di animali ogni anno, proprio per evitare che la popolazione raggiungesse quota mille entro il 2035. Gli esperti ricordano inoltre che i tentativi di sterilizzazione e trasferimento hanno finora prodotto risultati limitati, mentre gli ippopotami continuano a espandersi lungo il bacino del fiume Magdalena, con crescenti impatti ambientali e rischi per la popolazione.

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