Comunali, domani e lunedì un milione alle urne per i ballotaggi. Ultimo duello in sei capoluoghi

Roma, 6 giu. (askanews) – Saranno i ballottaggi di domani e lunedì a stabilire chi, tra centrodestra e centrosinistra, ha vinto la tornata di elezioni amministrative di primavera che questo fine settimana coinvolge 1 milione 133.135 elettori distribuiti in 1.303 sezioni. Va scelto il nuovo sindaco di 42 comuni sopra i 15mila abitanti tra cui sei capoluoghi di provincia: Agrigento, Arezzo, Chieti, Lecco, Macerata e Trani. Si vota domani dalle ore 7 alle 23 e lunedì dalle 7 alle 15. Quello che salta subito agli occhi è che, dopo il primo turno, gli apparentamenti ufficiali sono merce rara eppure, con grande probabilità, saranno i voti presi da centristi, civici e vannacciani a fare la differenza.

Il caso più politico di tutti è a Vigevano, in provincia di Pavia, dove, per quanto non con il simbolo ufficiale del partito, ha debuttato un candidato sindaco, Furio Suvilla, sostenuto da Futuro Nazionale di Roberto Vannacci: è stato un exploit a due cifre, il 14,2%. Al ballottaggio la candidata del centrosinistra Rossella Buratti parte in vantaggio, con il 34,3%, sul civico Paolo Previde Massara (24,4%), sostenuto da Forza Italia, ma bisognerà vedere, pur in mancanza di accordi ufficiali, cosa farà la Lega, il cui candidato Riccardo Ghia, sostenuto da Fdi, è arrivato terzo con il 21,4% dei voti. E, poi, ovviamente pesa l’incognita Vannacci: dove finiranno i suoi voti?

L’accordo formale è scattato a Chieti, dove il centrodestra, diviso al primo turno, si ricompatta per provare a strappare la riconferma a sindaco al candidato del campo largo Giovanni Legnini, che è in testa con il 47,2%. A sfidarlo c’è Cristiano Sicari, uscito dal primo turno con il 27,4% che adesso, oltre al sostegno di Fratelli d’Italia e di Forza Italia, potrà contare sull’appoggio del candidato di Lega e Udc Mario Colantonio – che quindici giorni fa ha preso il 16,7% dei voti – e anche del civico Alessandro Carbone (4,7%).

Ma gli apparentamenti ufficiali, nelle grandi città, finiscono qui. Ad Agrigento il centrodestra non ritrova unità nemmeno al ballottaggio che vede in corsa Michele Sodano del campo progressista con il 39,1% e Dino Alonge appoggiato da Fi-Fdi-Udc e autonomisti con il 34,8%. Il leghista Luigi Gentile, arrivato terzo con il 14,1%, sostenuto anche da Dc e Noi moderati, non ha dato indicazione di voto anche se il Carroccio ha invitato a “non votare per il centrosinistra”.

Anche ad Arezzo i centristi di Marco Donati, sostenuto da Azione di Carlo Calenda e da alcune liste civiche, non hanno scelto dove riversare il loro, determinante, pacchetto del 20,5% di consensi. A sfidarsi saranno dunque Vincenzo Ceccarelli per il centrosinistra, con il 32,4% dei voti e Marcello Comanducci che con il suo 43,8% proverà a far restare il comune nelle mani del centrodestra, che da dieci anni governa Arezzo.

Partita delicata anche in un’altra città toscana, la città dell’ex generale Roberto Vannacci, Viareggio. Qui si sfidano Sara Grilli, candidata civica sostenuta dall’ex sindaco Del Ghingharo e dal centrodestra, che è avanti con il 34,29% e Federica Maineri appoggiata dal campo largo, più alcune liste civiche, con il 30,17%. Anche qui nessun apparentamento: Marialina Marcucci, ex vice presidente della Regione Toscana, arrivata terza al primo turno con il 27,5% dei voti, ha scelto di non dare indicazioni di voto, pur invitando a non disertare le urne.

A Lecco il ballottaggio è tra il sindaco di centrosinistra uscente Mauro Gattinoni (42,5%) e il candidato del centrodestra Filippo Boscagli, avanti con il 48,6%. Resta alla finestra Mauro Fumagalli, candidato della lista civica centrista Orizzonte per Lecco, terzo con il 5,2%. Anche a Trani secondo turno senza patti, e con un campo largo che non ha resistito alla prova dell’unità: la corsa è tra Marco Galiano (40,7%), sostenuto dal Pd ma non dal Movimento Cinquestelle, e il candidato del centrodestra Angelo Guarriello, indietro con il 30,3%. In mezzo c’è il 21,5% conquistato dal candidato civico, Giacomo Marinaro, che lascia libertà di voto.

A Macerata il sindaco uscente di centrodestra Sandro Parcaroli è andato vicinissimo alla riconferma al primo turno, sfumata per una manciata di voti: ha ottenuto il 49,96%. A sfidarlo è il candidato del campo largo Gianluca Tittarelli che parte dal 41,9% ma in queste due settimane ha raggiunto un’intesa con Marco Sigona, che al primo turno ha ottenuto il 3,48% con la lista Officina delle idee.

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