Conferenza stampa Fabregas pre Como Lipsia: le sue dichiarazioni alla vigilia del match della prima giornata della League Phase di Champions League 2026/27
Vigilia storica per il Como, pronto a vivere il battesimo assoluto in Champions League nella sfida casalinga contro il Lipsia. Durante la conferenza stampa di presentazione dell’incontro, l’allenatore Cesc Fabregas ha aperto l’appuntamento rivolgendo un pensiero speciale alla calciatrice della selezione femminile Roberta Picchi, colpita da un problema di salute: “Prima di tutto vorrei mandare un messaggio di forza alla nostra calciatrice Roberta Picchi. Siamo una famiglia, le diamo un grande abbraccio. Siamo con lei”.
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L’approccio alla gara e i criteri di formazione
Analizzando la portata del debutto, il tecnico spagnolo ha voluto smorzare la tensione emotiva, spiegando di non aver programmato interventi retorici nello spogliatoio: “Non sono uno che prepara discorsi, a me viene tutto da dentro, se ti prepari le cose le puoi anche sbagliare. Meglio dire poche cose che ti vengono da dentro piuttosto che tante e sbagliare”. Spostando l’attenzione sulle scelte per l’undici iniziale, l’ex centrocampista ha chiarito come l’esperienza nella competizione non costituisca una garanzia automatica per una maglia da titolare: “Per me non conta l’esperienza. Ieri giocatori da cento partite in Champions hanno sbagliato e hanno preso gol. Per me la scelta più giusta saranno i giocatori che possono avvicinare di più la squadra alla vittoria”.
L’analisi del Lipsia e il modello Demichelis
Nel valutare il valore della formazione tedesca guidata da Martin Demichelis, la guida tecnica dei lombardi ha manifestato profonda stima verso la struttura societaria degli avversari, definendoli un punto di riferimento per programmazione e identità: “Il Lipsia è un grande club, l’hanno dimostrato negli anni, creando una cultura iniziando da zero 20 anni fa”. Fabregas ha poi ribadito la volontà di mantenere inalterata la filosofia di gioco della propria squadra, senza farsi condizionare dal prestigio del palcoscenico europeo.
Tra ricordi personali e sguardo al futuro
In chiusura di intervento, lo spagnolo ha rievocato il proprio passato da calciatore, sottolineando come la coppa dalle grandi orecchie rappresenti l’unico alloro mancante nella sua bacheca personale: “Ricordo che è l’unico trofeo, la Champions, che non ho mai vinto”. Consapevole dell’elevato livello di dettaglio richiesto in Europa, l’allenatore ha infine espresso massima fiducia nei propri ragazzi in vista dei prossimi impegni: “Ma per me siamo pronti: domani il campo parlerà, poi prepareremo Parma e Frosinone”.
