Cosa prevede il ddl sulla caccia ribattezzato “sparatutto”: la Ue minaccia sanzioni, contrari anche Vaticano e ambientalisti

È cominciato al Senato l’esame del disegno di legge sulla caccia. La norma, se approvata, verrà contestata dall’Unione Europea  che ha pronta una procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia. Contrario anche il Consiglio d’Europa, gli ambientalisti, il Vaticano e le opposizioni che parlano di incostituzionalità.

Cosa prevede il ddl sulla caccia ribattezzato “sparatutto”

A seguire i punti più discussi del ddl sulla caccia presentato da tutta la maggioranza e ribattezzato “sparatutto”:

  • Ampliate le aree cacciabili: viene ridotta l’estensione delle aree protette, estendendo la caccia a demanio, spiagge, foreste e terreni privati. 
  • Gestione regionale: la legge ridimensiona il parere vincolante dell’Ispra, ossia l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, demandando alle Regioni maggiore autonomia sulla gestione dei calendari venatori e sull’estensione della stagione di caccia. In questo modo, secondo i critici, non si rispettano i tempi previsti per le nidificazioni. 
  • Utilizzo di richiami vivi: il ddl riconverte e amplia l’uso di richiami vivi, aumentando significativamente il numero delle specie catturabili e utilizzabili. 
  • Orari prolungati: Viene permesso lo svolgimento dell’attività venatoria e delle gare di caccia anche dopo il tramonto e fino a un’ora dopo, per specifiche tipologie di caccia. 
  • Abilitazioni e licenze: Equipara le licenze di caccia rilasciate da altri Paesi membri dell’Unione Europea, facilitando il turismo venatorio internazionale. 

Secondo le opposizioni e le associazioni ambientali, il ddl che modifica la precedente legge sulla caccia, la 157 del 1992, è incostituzionale anche per via dell’estensione delle specie cacciabili e delle condizioni ambientali in cui è ammessa. M5s e Avs nella mattinata di oggi hanno presentato la pregiudiziale di costituzionalità subito respinta dalla maggioranza.

La Lipu diffonde la lettera del Vaticano: “L’impegno del Papa per la tutela del creato”

Contrario alla legge, se pur in maniera indiretta, è anche il Vaticano che tramite la segreteria di Stato ha risposto ad una nota presentata dalla Lipu-BirdLife: “È con emozione e gratitudine che abbiamo accolto la risposta del Papa alla nostra nota di preoccupazione circa il disegno di legge 1552 sulla caccia“. Leone XIV – riporta la Lipu nella nota – pur sottolineando l’indiscutibile terzietà della Santa Sede rispetto alle “tematiche legislative degli Stati”, ha definito il tema “una questione di grande rilevanza sociale e morale”, “pregando affinché siano esauditi i legittimi desideri della Lipu”. Il Papa, prosegue la nota, ha inoltre assicurato che la Santa Sede non mancherà di promuovere “il rispetto e la tutela del creato”.

“Le parole del Pontefice, sagge e motivanti, siano di ispirazione anche per le forze responsabili della maggioranza parlamentare”, ha dichiarato ancora la Lipu-BirdLife Italia, che nella lettera al Pontefice aveva scritto: “Il disegno di legge 1552 in discussione al Senato della Repubblica se approvato, aumenterà la pressione venatoria con un impatto negativo e potente sulla biodiversità e in particolare sugli uccelli selvatici, già sofferenti per via della perdita di habitat, dei cambiamenti climatici e di vari altri problemi ambientali, rappresentando un fattore devastante e un motivo di forte e diffusa preoccupazione”. “Sarebbe di inestimabile valore, Santità – concludeva la Lipu – pur sapendola impegnata in altre e grandi questioni, spirituali e sociali, una Sua parola, un Suo pensiero di pace e attenzione rivolto alla natura e a chi ha la responsabilità di proteggerla”.

Un cacciatore all'opera
Foto Ansa

Le associazioni contro la legge

Il disegno di legge punta a liberalizzare la caccia, un provvedimento definito dalle associazioni ambientaliste come “il più grave attacco recente agli animali, alla natura e alla sicurezza delle persone”.  Enpa, Lac, Lav, Legambiente, Lipu-BirdLife Italia e Wwf Italia denunciano come “il Ddl 1552, a prima firma Malan ma voluto dal ministro Lollobrigida, rappresenti la distruzione della natura, l’uccisione di un numero ancora maggiore di animali selvatici per l’esclusivo divertimento dei cacciatori, la privazione della libertà dei cittadini di muoversi in sicurezza e uno sfregio al dettato costituzionale e al diritto europeo”.

Le associazioni lanciano l’hashtag #iomioppongo e chiedono ai leader politici di maggioranza e opposizione “di mobilitarsi con ogni mezzo democratico”. A loro si unisce Gaia Animali & Ambiente, che definisce il provvedimento “né urgente né prioritario, anzi dannoso per il Paese”, ricordando come la biodiversità sia in crisi e l’agricoltura affronti sfide epocali. Il presidente ad interim Edgar Meyer denuncia una proposta “estrema, che elimina riferimenti alla protezione della fauna, amplia le specie cacciabili, consente l’uso di richiami vivi, silenziatori e la caccia ovunque, persino in spiaggia o su terreni ghiacciati”. “Un attacco diretto alla biodiversità, alla sicurezza e alla legalità”, afferma Meyer, appellandosi ai parlamentari: “Non rendetevi complici di questo scempio”.

Durissima anche la posizione di Leal – Lega Antivivisezionista, che definisce il ddl “un sabotaggio antiscientifico e retrogrado”. Il presidente Gian Marco Prampolini ricorda che “una società evoluta persegue la logica della cura e del valore della vita. L’ecosistema ha un equilibrio fragile, che i fucili possono solo infrangere. Non dal sangue si può generare armonia”. Leal denuncia inoltre i rischi per la sicurezza pubblica: “Abbiamo già contato troppi morti tra esseri umani e animali. Questa legge può generare altri lutti”.

la riforma punta a stravolgere la legge 157/92 (“Norme per la protezione della fauna selvatica e per il prelievo venatorio”. Due anni fa, a cambiare la legge ci provò la Lega con una sua proposta. Il ministro Lollobrigida ci provò anche l’anno scorso ma ebbe lo stop dal governo. Ora è tutto  il centrodestra unito a voler raggiungere questo obbiettivo per poter poi sventolare, ad un anno dalle elezioni, una bandierina   a in favore di una fetta consistente di suo elettorato formato da cacciatori e dal mondo agricolo.

La legge bocciata dall’Unione Europea e dal Consiglio d’Europa

Se la legge verrà approvata, la Ue è pronta a sanzionare l’Italia per non aver rispettato le direttive. Contrario alla legge anche il Consiglio d’Europa, la principale organizzazione internazionale per la tutela dei diritti umani, della democrazia e dello Stato di diritto nel continente. Elena Sironi del Movimento 5 Stelle è intervenuta in Aula ed ha spiegato perché in molti contestano questa legge: “Il Governo continua a sostenere che questo testo serva a gestire la fauna selvatica ma basta osservare una delle pratiche che viene di fatto favorita, quella dei richiami vivi, per comprendere l’assurdità di questa narrazione: uccelli catturati, rinchiusi per mesi in gabbia e utilizzati per attirarne altri che vengono poi abbattuti”.

Prosegue la Sironi: “È questa la loro idea di tutela della biodiversità? La realtà è che negli ultimi decenni abbiamo consumato territorio, distrutto habitat e compromesso ecosistemi fondamentali. Per questo l’Unione europea ci chiede di ripristinare la natura e aumentare la presenza delle specie selvatiche, non certo di ampliare le possibilità di abbattimento. Questo ddl entra in rotta di collisione con l’articolo 9 della Costituzione, con la direttiva Habitat, con la direttiva Uccelli, con la Convenzione di Berna e con gli obiettivi europei di ripristino degli ecosistemi. È stato contestato dalle associazioni ambientaliste, richiamato dalla Commissione europea e persino la Santa Sede ha ribadito il dovere morale della tutela del creato. Mi auguro che anche nella maggioranza prevalga il senso di responsabilità e che questo provvedimento venga fermato. La fauna selvatica non appartiene a una lobby, ma a tutti i cittadini. Difendere la biodiversità significa difendere il nostro futuro”.

L’articolo Cosa prevede il ddl sulla caccia ribattezzato “sparatutto”: la Ue minaccia sanzioni, contrari anche Vaticano e ambientalisti proviene da Blitz quotidiano.