Costringeva la figliastra a leggere Pirandello quando era piccola, arrivando anche a romperle il telefonino se non eseguiva i suoi ordini. “Nel corso degli anni me ne avrà sfasciati sette. Non ricordo se ero in quinta elementare o in prima media quando dovetti leggere ‘Uno nessuno centomila’, che poi ho studiato a scuola in quinta superiore”, spiega la giovane, oggi 18enne. Questi sono alcuni dei comportamenti contestati ieri in tribunale a Torino a un ingegnere di 52 anni, residente in una località della provincia. L’uomo è imputato di tentato omicidio, maltrattamenti e stalking nei confronti dell’ex convivente. La testimonianza è stata resa dalla figlia della donna, che ha descritto l’uomo come aggressivo, collerico, prevaricatorio e violento.
“Voleva – ha detto – controllarmi di continuo. Quando ero in bagno entrava senza neppure bussare. Quando mi vide abbracciata al mio fidanzatino disse che ero una t….Odiavo i weekend perché dovevo stare a casa. Andare a scuola per me era un sollievo”. Il caso si inserisce in un rapporto di tumultuoso fra i due conviventi sfociato in accuse incrociate: la donna, infatti, deve rispondere di stalking e accesso abusivo a sistema informatico. Quanto al presunto tentato omicidio, risalirebbe al 21 agosto 2024. Durante una lite in strada, la donna si infilò con il busto nell’abitacolo dell’auto dell’ex per impedirgli di allontanarsi: l’uomo partì lo stesso e la trascinò per qualche decina di metri.
In aula ha testimoniato anche la sorella dell’ingegnere, che ha tratteggiato un quadro della situazione completamente diverso: “Lei aveva il vizio del bere, litigava e urlava. Una volta mio fratello chiese alla figlia di non usare il cellulare a tavola e la donna gli gridò ‘non dirle cosa fare, non sei suo padre’. Lui per lavoro doveva spesso uscire la sera e lei gli faceva scenate continue perché credeva che avesse altre donne. Era stremato”.
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